“Una boccata d’arte” a Sutrio con l’installazione di Sabrina Melis

“Una boccata d’arte” è un progetto d’arte contemporanea, diffuso e corale, realizzato da Fondazione Elpis in collaborazione con Galleria Continua. Vuole essere un’iniezione di ottimismo, una scintilla di ripresa culturale, turistica ed economica basata sull’incontro tra l’arte contemporanea e la bellezza storico artistica di venti tra i borghi più belli ed evocativi d’Italia.

Con Una boccata d’arte Fondazione Elpis desidera anche dare un significativo contributo per il sostegno dell’arte contemporanea e la valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico italiano, in vista della ripresa delle attività culturali del nostro Paese. 

I venti borghi scelti, belli e caratteristici, che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa, saranno animati in settembre da venti interventi site-specific d’arte contemporanea, realizzati, per la maggior parte in esterni, da artisti emergenti e affermati, invitati da Fondazione Elpis e Galleria Continua. Venti artisti per venti borghi, in tutte e venti le regioni d’Italia.

Per questa sua prima edizione, Una boccata d’arte inaugura le installazioni d’arte contemporanea in tutti i borghi tra l’11 e il 13 settembre. Le opere rimarranno poi esposte per un mese offrendo una grande occasione di visibilità ai borghi coinvolti. 

L’appuntamento Una boccata d’arte favorisce gli incontri all’aria aperta, in sicurezza, per gli appassionati d’arte, i collezionisti e gli operatori del settore, incentivando così il turismo di prossimità e la curiosità di chi ama vivere il proprio territorio e le iniziative che esso propone.

Tra i 20 borghi c’è anche Sutrio con Sabrina Melis, la cui installazione verrà inaugurata sabato 12 settembre alle 18.30 alla Cjase dal Len di viale Val Calda 2. 

Il progetto della Melis trae ispirazione da un archivio di circa tremilacinquecento tavole appartenenti alla Scuola di disegno applicato alle arti e industrie, un istituto maschile attivo a Sutrio dalla fine dell’Ottocento al 1966. I disegni realizzati, principalmente tecnici, sono degli studi per la lavorazione del legno, per la quale il paese è rinomato. Molti degli allievi hanno successivamente intrapreso il mestiere di falegname. Durante il corso teorico-pratico, uno dei dettagli costruttivi fondamentali era l’incastro, con le sue varianti. Veniva prima disegnato, e poi realizzato nel laboratorio: a tenone, a mezza grossezza, a coda di rondine e così via. Durante l’analisi della documentazione, l’artista trova una raccolta di temi dell’inizio degli anni Sessanta, e riscopre, attraverso di essi, la vita e l’evoluzione di un’intera comunità. Ad assegnare i temi era la maestra Miranda, unica figura femminile della scuola. Gli equilibri passati e presenti tra maestra e alunni – e, più in generale, tra gli uomini e le donne del paese – trovano una perfetta rappresentazione proprio negli incastri. A partire dai disegni presenti in archivio, Sabrina Melis li ha riprodotti, con le loro forme spigolose, in scala maggiore. Il lavoro è fluido e mutevole: la disposizione degli oggetti può variare, e ogni pezzo viene pensato come un performer che, di volta in volta, interpreta situazioni diverse, inventate o reali. Tra gli incastri, realizzati in legno, è posizionato un monitor che trasmette l’immagine di alcune ambientazioni, ricostruite virtualmente grazie alle descrizioni presenti nei temi, come in quelli intitolati Come arrederei la mia cameretta. L’installazione si accende automaticamente ogni sera alle 7 e si spegne alle 9, l’orario in cui si svolgevano le lezioni della scuola di disegno. Durante il finissage verrà presentato un libro d’artista che racconta l’intera ricerca.

Sabrina Melis ne ha parlato diffusamente a RadioAttiva“, la trasmissione di Radio Studio Nord condotta da Cristian Comelli in onda da lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.

Proponiamo l’audio.

 

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