Tobias Fior pubblica il diario della figlia di Gabriele D’Annunzio

È uscito il 23 aprile, con il titolo di Diario della Sirenetta, il diario che Renata d’Annunzio tenne tra il 15 novembre 1915 e il 21 settembre 1916 e che attraversa il periodo in cui il padre, Gabriele d’Annunzio, era convalescente dopo l’incidente in cui perse l’occhio destro nelle acque di Grado.
Il testo è stato curato e introdotto da Tobias Fior, che già in precedenza ha avuto modo di esplorare l’universo dannunziano, attraverso studi, saggi e trattati, di cui l’ultimo è Questo ferale taedium vitae. La depressione di d’Annunzio (youcanprint, 2013, pgg. 170).

«La figura di Renata mi ha sempre incuriosito e affascinato per quel suo ruolo così dolce, tenero e amorevole nei confronti del padre malato – racconta lo scrittore carnico –. Caratteristiche queste che emergono e ricorrono più volte nel Notturno. Nel romanzo autobiografico di Gabriele d’Annunzio la figlia viene figurata quasi come un essere etereo e delicato. Fu lei, come risaputo, a tagliare le strisce di carta dove verrà scritto in gran parte il Notturno. Sarà lei a prendersi cura del padre malato, immobilizzato a letto e sottoposto a vere e proprie torture cliniche da parte dei medici. Sapevo dell’esistenza di un diario tenuto durante questo periodo cruciale della vita di Gabriele d’Annunzio ed ero veramente curioso di leggerlo, ma nelle mie ricerche sono venuto a conoscenza del fatto che Renata non ebbe mai l’occasione di vedere pubblicato il suo diario in volume. D’Annunzio infatti si era opposto alla pubblicazione del testo della figlia, dicendole che la Sirenetta era già stata resa immortale nelle pagine del suo Notturno e non c’era alcuna necessità di pubblicare il diario. Renata pubblicherà soltanto degli stralci prima sulla Nuova Antologia nel 1948 e poi sulle colonne della Domenica del Corriere nel 1952. A questo punto ho deciso di mettermi al lavoro per mettere in volume il diario quanto più completo possibile».

Il dannunzista racconta così il suo lavoro sul diario di Renata d’Annunzio: «Sulla base dei testi recuperati ho cercato di redarre il diario di Renata, facendo riferimento proprio a queste riviste, ormai introvabili e consultabili solamente nelle biblioteche. Inoltre, a completezza del diario, ho preso in considerazione il manoscritto inedito presente negli Archivi del Vittoriale e reso pubblico nel 1997 dalla dottoressa Ilaria Crotti, con il titolo “Il Notturno della Sirenetta”; questo testo era proprio quello che Renata aveva approntato per la pubblicazione definitiva, ma rimase poi chiuso al Vittoriale. Il manoscritto elimina la forma diaristica, ma al suo interno aggiunge dettagli ed episodi, che nei testi originali non erano stati inseriti. Ho deciso quindi di mantenere il testo e la forma diaristica, aggiungendo i dettagli più importanti e rilevanti per una maggior completezza del testo e per una maggior chiarezza sugli avvenimenti registrati. Ho cercato comunque di mantenere, anche nell’aggiunta dei testi, quella natura intimistica, riflessiva e di osservazione che traspare in maniera evidente, nel diario originale di Renata».

Per quanto riguarda il diario. Tobias Fior lo espone in questo modo: «Leggendo i resoconti che Renata fa delle sue giornate si nota come agli inizi la sua figura sia molto timida, leggiamo di una ragazza di ventitré anni che a volte perde il contatto con la realtà e gioca molto con la fantasia, poi all’improvviso avvertiamo un mutamento nel suo carattere, questo avviene in corrispondenza della morte dell’amico e compagno di aviazione del padre, Giuseppe Miraglia. Dopo questo evento troviamo una Renata diversa, più coraggiosa, più determinata, che non si abbatte davanti ai pericoli e alle situazioni più svariate. Questo coraggio viene coltivato anche quando d’Annunzio perde l’occhio destro e viene costretto a rimanere a letto, in un continuum di cure mediche, che oggi sono considerate assurde e senza senso. La lettura del testo è molto leggera e ovviamente non ha nulla che fare con la prosa del padre, anzi Renata ha la capacità di smorzare la tensione presente nei momenti più cruciali e non certo allegri della guerra, inserendo piccoli episodi comici e divertenti, che fanno apprezzare ancora di più il testo e non ci allontanano dalla concezione di vita che può avere una ragazza poco più che
ventenne».

Tobias Fior ha parlato del suo libro oggi a “RadioAttiva“, la trasmissione di Radio Studio Nord condotta da Cristian Comelli in onda da lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.
Proponiamo il podcast e il video.