Tarcento, inaugurata la nuova Casa della comunità: investimento da oltre 10 milioni
È stata inaugurata la nuova Casa della comunità di Tarcento, struttura destinata a rafforzare l’assistenza sanitaria territoriale, la prevenzione, la presa in carico delle persone con patologie croniche e i servizi domiciliari.
Alla cerimonia hanno partecipato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, il direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale Denis Caporale, il sindaco di Tarcento Mauro Steccati e numerosi sindaci e amministratori dei Comuni del territorio.
L’intervento ha un valore complessivo di 10 milioni e 344 mila euro. Alla realizzazione della Casa della comunità, i cui lavori sono stati completati, sono stati destinati 7 milioni e 868 mila euro.
Altri 2 milioni e 475 mila euro riguardano invece il primo lotto delle opere esterne del Distretto sanitario. I lavori sono attualmente in corso e la conclusione è prevista per agosto 2027.

La nuova struttura rientra nel percorso di riorganizzazione della sanità regionale, che punta a trasferire progressivamente il baricentro dell’assistenza dagli ospedali ai servizi territoriali. L’obiettivo è offrire risposte sanitarie più vicine ai luoghi di vita delle persone, garantire continuità nelle cure e ridurre il ricorso non necessario al ricovero e al Pronto soccorso.
La Casa della comunità sarà quindi un punto di riferimento per l’assistenza primaria, la gestione delle cronicità, la prevenzione e l’integrazione tra medici di medicina generale, professionisti sanitari, servizi sociali, enti locali, cooperazione e Terzo settore.
Nel corso dell’inaugurazione, Riccardi ha ricordato anche i risultati raggiunti dal Friuli Venezia Giulia nell’assistenza domiciliare integrata. La regione ha superato il target fissato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, raggiungendo l’11,65 per cento rispetto all’obiettivo nazionale del 10 per cento.
«La Casa della comunità di Tarcento rappresenta un passaggio concreto nella trasformazione del sistema sanitario regionale: una sanità più vicina alle persone, fondata sulla prevenzione, sulla presa in carico della cronicità e sull’assistenza territoriale e domiciliare», ha affermato l’assessore regionale alla Salute.
Riccardi ha ringraziato gli amministratori, i tecnici, gli operatori e tutte le persone che nel corso degli anni hanno contribuito alla realizzazione dell’opera.
«Quello raggiunto oggi è il risultato di un lavoro corale e di un percorso lungo e complesso. Aver completato questa struttura e rispettato tutti gli obiettivi fissati dal Pnrr non era scontato. È un risultato che appartiene alle istituzioni, agli enti locali, ai professionisti e a quanti si sono assunti responsabilità nei momenti più difficili».
Secondo l’assessore, il cambiamento demografico e l’aumento delle patologie croniche rendono necessario un modello di assistenza differente rispetto al passato.
«Il bisogno di salute è radicalmente cambiato. Viviamo più a lungo e dobbiamo affrontare soprattutto condizioni croniche, alle quali l’ospedale non può essere l’unica risposta. Il nostro obiettivo è curare le persone nel luogo più appropriato, possibilmente vicino alla loro abitazione, evitando ricoveri non necessari e garantendo continuità assistenziale».
«La riduzione dei ricoveri ospedalieri, quando è accompagnata da una maggiore assistenza domiciliare e territoriale, non è un segnale di debolezza del sistema, ma un indicatore di appropriatezza. Le Case della comunità nascono proprio per offrire risposte diverse dall’ospedalizzazione e accompagnare le persone lungo tutto il percorso di cura», ha aggiunto.
Per rendere pienamente efficaci le nuove strutture, sarà necessario anche aiutare i cittadini a conoscere e utilizzare correttamente i servizi disponibili.
«Abbiamo avviato una trasformazione profonda, sostenuta anche da importanti risorse regionali. Ora serve un ulteriore passo: una grande alleanza tra professionisti sanitari, medici di medicina generale, enti locali, cooperazione e Terzo settore».
«Non è colpa dei cittadini se spesso si rivolgono al Pronto soccorso anche quando esistono risposte più appropriate. È il sistema che deve diventare più accessibile e comprensibile. Occorre un piano straordinario di informazione e alfabetizzazione sanitaria, capace di spiegare dove e come trovare le risposte migliori», ha concluso Riccardi.
