Suicidio, Ordine Psicologi Fvg: «Parlarne sì, ma con responsabilità e competenza»
Di suicidio bisogna parlare, ma farlo nel modo giusto. È l’appello lanciato da Federica Parri, consigliera dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia, intervenendo nel dibattito seguito alle tragedie avvenute, anche negli ultimi giorni, nel territorio regionale e che coinvolgono, sempre più spesso, giovani e giovanissimi.
«Di fronte a eventi così drammatici il silenzio può sembrare la scelta più facile, per pudore o per paura di dire qualcosa di sbagliato», spiega Parri. «Per molto tempo si è pensato che parlare di suicidio potesse favorire l’imitazione, il cosiddetto effetto Werther. Oggi sappiamo invece che la realtà è più complessa e che il modo in cui se ne parla fa la differenza».
Secondo la psicoterapeuta, il silenzio non protegge, mentre un’informazione corretta e responsabile può contribuire a ridurre lo stigma, aiutare a riconoscere i segnali di sofferenza e far sentire meno sole le persone in difficoltà. «Il suicidio non è un gesto incomprensibile – sottolinea – ma quasi sempre il punto estremo di una sofferenza psicologica intensa, spesso lunga e invisibile. Chi pensa di morire non sta cercando la morte, ma di smettere di soffrire».
Per questo è fondamentale prestare attenzione ai segnali di allarme. Frasi come “vorrei sparire”, “sarebbe meglio non esserci” o “sono un peso per tutti” non devono essere minimizzate. «Non sono teatralità, ma richieste di aiuto», evidenzia Parri. «Restare accanto alla persona, ascoltare e fare domande con delicatezza può aprire uno spazio di dialogo e, in molti casi, restituire un senso a quella sofferenza e alla vita stessa».
Gli specialisti individuano diversi livelli di gravità della sofferenza, dalla disperazione emotiva fino alla progettualità suicidaria, che richiede un intervento immediato e il coinvolgimento di familiari e professionisti. «Non esistono formule magiche – conclude Parri – ma possiamo accorgerci della sofferenza, prendere sul serio chi la esprime e chiedere aiuto. Rivolgersi ai professionisti della salute mentale è un atto di responsabilità, non di debolezza».
Sul tema interviene anche la presidente dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia, Eva Pascoli, che richiama alla massima attenzione nel trattare una questione così delicata. «Il suicidio è un fenomeno complesso e doloroso che coinvolge non solo chi soffre, ma anche famiglie, comunità e istituzioni», sottolinea. «Per questo è fondamentale parlarne con sensibilità, evitando semplificazioni e contribuendo a costruire una cultura dell’ascolto e della prevenzione, nella quale il ruolo dell’informazione e dei professionisti della salute mentale è essenziale».
(nella foto Federica Parri)
