CarniaEconomiaFVGPrimo piano

Stallo sul premio di risultato, sciopero alla Modine di Amaro e Pocenia

Trenta ore complessive di sciopero alla Modine di Pocenia e di Amaro. La protesta è stata proclamata da Fiom Cgil e Fim Cisl su mandato dei lavoratori, riunitisi in assemblea lunedì 26 ottobre in entrambi gli stabilimenti.

Dietro alla mobilitazione, che era già stata formalmente avviata lo scorso 13 ottobre, lo stallo della trattativa sul premio di risultato, nell’ambito del confronto sul contratto integrativo aziendale. «Siamo di fronte a un’azienda che, pur collocandosi tra le realtà meglio posizionate sul mercato e avendo conseguito risultati economici e finanziari di assoluto rilievo, con oltre 100 milioni di utili negli ultimi quattro anni, continua a non voler riconoscere alle proprie maestranze un premio di risultato dignitoso», scrivono in un comunicato sindacale i segretari territoriali David Bassi (Fiom-Cgil) e Michele Porcaro (Fim-Cisl). «Una posizione – proseguono – che riteniamo inaccettabile, soprattutto perché questi importanti risultati non sono frutto del caso, ma dell’impegno quotidiano, della professionalità, delle competenze e del senso di responsabilità di chi, ogni giorno, garantisce il funzionamento degli stabilimenti e la qualità delle produzioni. Non si possono celebrare risultati finanziari milionari e contemporaneamente negare un giusto riconoscimento a chi contribuisce concretamente a realizzarli».

Se i bilanci di Modine rispecchiano il buon momento del comparto climatizzazione, i lavoratori del gruppo hanno vissuto un periodo non facile. E guardano con preoccupazione al piano di riorganizzazione industriale recentemente annunciato dal gruppo. Anche per questo Fiom e Fim chiedono un riconoscimento tangibile attraverso il premio di risultato. «Negli scorsi anni – scrivono ancora Bassi e Porcaro – i lavoratori hanno dovuto affrontare le difficoltà e i disagi derivanti dal ricorso agli ammortizzatori sociali. Quest’anno si è aggiunto un ulteriore elemento di forte preoccupazione: l’annuncio da parte aziendale di un importante progetto di riorganizzazione, che ha generato incertezza, tensioni e un profondo senso di smarrimento, costringendo molte persone a interrogarsi quotidianamente sul proprio futuro lavorativo e personale».

Anche per questo Fiom e Fim chiedono «una convocazione in tempi brevi, un approccio costruttivo e una concreta disponibilità al confronto».

(nella foto la sede di Amaro)