Sappada e Tarvisio coinvolte nel progetto dell’Università sulla riduzione dei rifiuti

Sensibilizzare ed educare studenti, cittadini, operatori turistici e turisti, sul tema della riduzione dei rifiuti e della loro corretta gestione e prevenzione. È l’obiettivo del progetto di ricerca “Zero Waste e sostenibilità turistica”, condotto dall’Università di Udine nell’ambito di una convenzione quadro con la Regione Friuli Venezia Giulia. L’iniziativa si concluderà a giugno 2023. Il coordinatore è Andrea Guaran, professore di geografia del dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società dell’Ateneo friulano.

Il progetto

L’attività di ricerca riguarda i contesti balneari di Grado e Lignano Sabbiadoro e le località montane di Sappada e Tarvisio. Si tratta di stazioni di villeggiatura caratterizzate da notevoli flussi turistici con consistenti picchi stagionali nella produzione di rifiuti. Sono previste attività formative da svolgersi presso gli istituti comprensivi, in particolare nelle scuole secondarie di primo grado e nell’ultimo biennio della scuola primaria, dei quattro comuni. Inoltre, sono previste iniziative anche negli istituti professionali del Friuli Venezia Giulia con l’indirizzo “servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera”. La ricerca rientra nell’accordo attuativo tra il Dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società dell’Ateneo e la Direzione centrale difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile della Regione.

Perché il turismo

Nel mondo di oggi il comparto turistico rappresenta sempre più un importante settore economico, sia per indotto che per operatori impiegati, e ciò comporta una quota di rifiuti prodotta che aumenta in modo significativo. E l’anello finale del sistema produttivo, cioè quello relativo alla gestione dei rifiuti, è spesso trascurato. «Questa scarsa attenzione – spiega Andrea Guaran – ha fatto in modo che una soluzione alla questione rappresentata dai rifiuti non sia più procrastinabile». In questo quadro si inserisce l’approccio Rifiuti Zero–Zero Waste il cui obiettivo è evitare la produzione stessa di rifiuti, ripensando i modi di produzione e consumo. «Applicare i principi Rifiuti Zero nel campo del turismo – sottolinea Guaran – diventa quindi una sfida imprescindibile per un futuro sostenibile».

Le attività sul campo

Il progetto è già partito con una serie di attività preliminari in tutte quattro le località interessate, per costruire percorsi operativi con amministrazioni pubbliche, operatori turistici, aziende della gestione dei rifiuti e scuole. In particolare, la scorsa primavera è già stata sviluppata una prima campagna informativa in collaborazione con il Comune di Lignano Sabbiadoro, alcune associazioni di categoria degli operatori turistici e Meta Trasporto Friuli, l’azienda che ha in gestione i servizi comunali di igiene ambientale.

Le azioni nelle scuole

Agli studenti sarà somministrato un questionario online geolocalizzato per attivare le conoscenze e stimolare l’interesse per l’argomento. Verrà anche organizzata un’attività formativa per introdurre il problema dei rifiuti, presentare l’approccio Rifiuti Zero e proporre alcune possibili attività concrete. In particolare, per gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado è previsto un’attività laboratoriale di animazione teatrale sull’approccio Rifiuti Zero per stimolare la creatività e valorizzare il potenziale espressivo degli alunni e attivare diversi mezzi di comunicazione sul tema della prevenzione dei rifiuti. A vantaggio, invece, degli istituti di secondo grado è stato pubblicato un bando per un concorso di idee, con iscrizione entro il 15 novembre. Il titolo, “Turismo e rifiuti zero: la sostenibilità nelle strutture alberghiere e della ristorazione in tema di rifiuti”, fa riferimento al problema della produzione dei rifiuti negli esercizi ricettivi e della ristorazione e prevede la realizzazione di elaborati grafici, video o manufatti.

Il ruolo della Regione 

Per la Regione Friuli Venezia Giulia è particolarmente importante effettuare iniziative di sensibilizzazione ed educazione ambientale rivolte a diversi soggetti sulla tematica dei rifiuti e sui buoni comportamenti da adottare. In particolare, attraverso la formazione nelle scuole, si mira a generare un circolo virtuoso che, partendo dall’educazione ambientale degli studenti, possa portare il messaggio ai genitori, affinché si giunga a un elevato senso di responsabilità della comunità. Le attività di sensibilizzazione e formazione rientrano tra gli intenti contenuti nel Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani, approvato a luglio, e nel Programma regionale di prevenzione della produzione dei rifiuti, in fase di aggiornamento. Il tema dei rifiuti applicato al fenomeno della turisticità può inoltre dare grandi margini di miglioramento e pare imprescindibile investigare approcci volti alla riduzione e alla corretta gestione dei rifiuti anche in questo campo.

«Per affrontare un tema così importante – evidenzia Guaran – per la sostenibilità ambientale e il benessere delle comunità come quello dei rifiuti, che in genere non è tra le priorità delle persone, non si può che investire nei processi educativi. Per questa ragione si è ritenuto che la scuola debba essere uno dei destinatari privilegiati delle azioni promosse nell’ambito di questo progetto».

«L’approccio Zero Waste – spiega il ricercatore Federico Venturini, che fa parte del team del progetto – mira a massimizzare la conservazione dell’energia e a ridurre al minimo il consumo di risorse al fine di sviluppare un futuro ecologicamente e socialmente sostenibile».