San Michele di Gemona e “rosso” nei conti dell’AAS n.3, i Comitati alla carica

I Comitati gemonesi, mentre  stanno completando la raccolta delle firme per ripresentare un referendum abrogativo di quella che considerano una “iniqua” riforma sanitaria, tengono alta la guardia su ciò che succede all’Ospedale San Michele di Gemona. Sul tema elipiazzola, sottolineano con forza che, come al solito, la Serracchiani ha voluto penalizzare Gemona: “Siamo l’unico Ospedale dell’AAS 3, con un’ottima posizione di servizio, che ha lo spazio al suo interno per realizzarla, sia in versione diurna che notturna. Una importante struttura che nei PAL aziendali è prevista ma a cui, per volontà politica, non si da seguito.Unica cosa positiva, da noi fortemente richiesta,  è l’acquisto di un ecocardiografo  per l’ambulatorio cardiologico e per le degenze intermedie polifunzionali, che trattano anche la riabilitazione cardiologica. Ma sarebbe necessario l’allestimento, con relativo personale di un ambulatorio cardiologico  completo, che non obblighi come oggi l’utenza a completare gli esami a Tolmezzo o San Daniele”.

Netta è la contrarietà che viene espressa sulla possibilità che al terzo piano del San Michele, ora quasi vuoto, trovi collocazione il ventilato CAP: “Una struttura voluta dalla legge 17/2014, inutile e costosa, priva, come si evidenzia dove è stata realizzata, di ricadute positive sull’utenza e un ulteriore passaggio verso la trasformazione dell’ospedale in un poliambulatorio/cronicario, come vorrebbe la Regione. In pratica un semplice allungamento degli orari dei medici di base, profumatamente retribuito e nient’altro”.

Ma i Comitati sono molto preoccupati per il buco nel bilancio della AAS 3, che si prevede intorno agli 8,7 milioni di Euro: “Nella ex ASS 3 i bilanci venivano sempre chiusi in attivo e ora con la nuova Azienda voluta dalla riforma,  i conti sono finiti in rosso. Ciò comporterà senz’altro nuovi tagli o minori servizi e visto che a detta del  Nursind, nella AAS 3 mancano circa 70 infermieri e altrettanti oss, non si capisce con quali risorse potranno essere assunti. Assunzioni dovranno essere fatte anche per sostituire i 4 medici di emergenza del PPI gemonese, che si sono trasferiti altrove e che oggi vengono sostituiti da colleghi di Tolmezzo e San Daniele. Infatti non è certo pensabile che il medico di turno alle Degenze Intermedie Polifunzionali, possa contemporaneamente essere presente anche al PPI, come è successo in qualche caso. Naturalmente dell’automedica  prevista dal Piano Urgenze/ Emergenze non c’è traccia”.

Ma, continuano i Comitati, “se c’è questo consistente buco di bilancio, come mai è stata stipulata una proroga dell’appalto con la  CRI, scaduto a marzo e prorogato a dicembre 2016, per 800.000 € per il servizio di ambulanza in tutte le nuove  postazioni aziendali dell’emergenza? La Legge di riforma è chiara a proposito e prevede che tutta l’emergenza debba essere coperta con personale aziendale ed è inoltre da tempo che la Regione ha  stanziato una somma destinata all’acquisto delle nuove ambulanze. Così come sarebbe importante sapere come mai i CUP della AAS 3 e 4 sono stati esternalizzati a una coop romana per 36 mesi al costo di 4.167.110 Euro. Ciò nonostante le quotidiane autocelebrazioni dell’assessore alla salute sulla bontà della sua riforma sanitaria, che mette al centro il cittadino e potenzia il territorio. Finora nel Gemonese, Canal del Ferro e Valcanale si sono visti solo tagli, minori servizi e quel che è peggio a maggiori costi” concludono dai Comitati.

Un pensiero su “San Michele di Gemona e “rosso” nei conti dell’AAS n.3, i Comitati alla carica

  • 4 Luglio 2017 in 16:26
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    … è chiaro che se il bilancio fosse stato in positivo i fantomatici comitati gemonesi avrebbero gridato allo scandalo contro un’azienda sanitaria che fa risparmi sulla pelle dei cittadini… ora che il bilancio è in rosso si lamentano perchè si è speso troppo… ma non erano loro che chiedevano maggiori investimenti nella sanità??? eccoli accontentati… mia nonna, carnica di nascita, soleva dire “quant che la mierda a monta in scagn o c’a fâs pucia o c’a fâs dam” (mi si perdoni il lessico un tantino rustico)… adesso ci manca solo che i comitati dei cittadini si mettano a dettare le linee dei PAL o a disquisire sui bilanci della Aziende sanitarie… siamo proprio alla frutta! Perdonate lo sfogo.

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