L’assessore Fvg Rosolen sulle tensioni alla DM Elektron: “Perché è stato richiesto l’intervento della Polizia?”

“Si fatica a comprendere quali siano i gravi motivi che hanno spinto la proprietà dell’azienda a richiedere l’intervento della Polizia. La Regione ha convocato, come ampiamente annunciato, un tavolo per oggi, garantendo disponibilità e sostegno sia ai lavoratori che all’impresa. Quindi perché ricorrere a metodi che rischiano di alimentare sospetti? Non si poteva aspettare qualche ora e fare chiarezza prima di forzare la mano?”.

Lo chiede l’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, commentando quanto successo stamattina a Buja quando il presidio dei lavoratori della Dm Elektron, che da venerdì staziona fuori dai cancelli dell’azienda per impedire il trasloco delle linee produttive in Romania, ha dovuto cedere alle forze dell’ordine.

Secondo Rosolen “certe situazioni risultano particolarmente difficili da comprendere, alla luce dell’atteggiamento responsabile e civile dimostrato dai lavoratori in questi giorni”.

“Mi preme – aggiunge Rosolen – chiarire un punto: l’obiettivo della Regione è mettere l’azienda nelle condizioni migliori per lavorare, confermando gli impegni presi negli anni scorsi. Ci aspettiamo la massima trasparenza da parte di tutti i soggetti in campo, fiduciosi di trovare una soluzione in grado di soddisfare impresa e lavoratori”.

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SERRACCHIANI A DI MAIO: “Subito tavolo istituzionale al Mise”

“Mi sono rivolta direttamente al ministro Di Maio: convochi subito, già nelle prossime ore, un tavolo istituzionale al Mise per scongiurare la delocalizzazione dell’azienda DM Elektron di Buja e conseguentemente salvaguardare i livelli occupazionali.” Così la parlamentare del Pd Debora Serracchiani a fronte del precipitare della situazione occupazione della azienda elettronica di Buja (Udine).

Serracchiani ricorda inoltre nel testo che “dal 7 dicembre scorso i lavoratori stanno manifestando giorno e notte all’esterno dell’azienda attraverso un presidio e che questa mattina si sono vissuti momenti di tensione allorquando sono intervenute le forze dell’ordine in tenuta antisommossa, arrivate sul posto in gran numero, per consentire il passaggio ai mezzi che traslocavano macchinari in Romania”. Serracchiani ha inoltre fatto presente che il segretario della Fiom Cgil di Udine ha “denunciato la presenza di un numero sproporzionato di agenti per questa operazione”.

La parlamentare del Pd, che richiama i “forti impegni politici e istituzionali presi del vicepremier Di Maio, intesi a disincentivare la delocalizzazione di imprese italiane ed estere, operanti sul territorio nazionale”, indica all’esponente del Governo che “a spingere i lavoratori verso questo atto estremo di protesta sono le crescenti preoccupazioni per il futuro dello stabilimento. Più volte – ha aggiunto – le organizzazioni sindacali hanno chiesto di conoscere i piani aziendali ma la proprietà non ha mai voluto chiarire i propri intendimenti. E nello stabilimento di Buia c’è chi è occupato da oltre 30 anni e si vede “portare via un pezzo della propria vita” ha sottolineato Serracchiani al ministro Di Maio.

SHAURLI: “Pd è con lavoratori in sciopero”

“Il partito democratico è solidale con i lavoratori che scioperano per salvare i loro posti di lavoro, chiede alla proprietà di cambiare atteggiamento e di accettare l’apertura di un dialogo con i sindacati. Ci aspettiamo che l’azienda dia dimostrazione di responsabilità”. Lo afferma il segretario regionale del Pd Cristiano Shaurli, a fronte dell’inasprirsi dello scontro tra i lavoratori e la proprietà della DM Elektron, azienda di Buja (Udine) che produce schede elettriche e ha 150 dipendenti, scesi in sciopero a seguito di crescenti preoccupazioni per il futuro dello stabilimento, che starebbe delocalizzando in Romania.

“Purtroppo non è la prima volta – osserva Shaurli – che in questo stabilimento si presenta la minaccia della delocalizzazione in Europa dell’Est. Già nel 2006, a fronte del rischio di esuberi, la Regione aveva messo a disposizione strumenti di formazione, e negli anni successivi non sono mancati altri momenti di tensione dovuti a un’interlocuzione molto difficile con la proprietà. I camion che portano i macchinari in Romania e la polizia che sposta di forza i manifestanti non possono che preoccupare i lavoratori e le istituzioni”.

“Auspichiamo che la Regione faccia la sua parte – aggiunge Shaurli – come già in passato. Ora serve disponibilità a un confronto chiaro, trasparente e soprattutto corredato da numeri e da un piano industriale concreto e realistico”.

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