Rete elettrica più sicura in Carnia e Cadore, attivata la linea Pelos-Ovaro-Ampezzo

La rete elettrica di Veneto e Friuli Venezia Giulia sarà ancora più sicura ed affidabile grazie al nuovo raccordo interregionale tra le province di Belluno ed Udine. E’ infatti entrata in servizio la nuova linea di Media Tensione (20.000 volt) che collega le Cabine Primarie di Pelos (BL), Ovaro e Ampezzo, ovvero 3 importanti punti di collegamento con la rete di Alta Tensione.

La realizzazione del nuovo impianto, lungo complessivamente quasi 30 km, ha richiesto un anno di lavoro un investimento di circa 2 milioni di euro da parte di E-Distribuzione, la società del Gruppo Enel per la gestione della rete di media e bassa tensione. Il tracciato della linea interessa i territori comunali di Prato Carnico e Sauris, in Friuli, e di Vigo di Cadore in Veneto toccando anche quota 1.850 metri in località Casera Razzo.

Proprio per il pregio ambientale della zona, in fasi di progettazione è stato privilegiato un tracciato che consentisse di interrare i cavi al di sotto del sedime stradale. Solamente per un tratto di 6 km il contesto del territorio ha reso irrinunciabile la soluzione “aerea”, ma anche in questo caso E-Distribuzione ha mitigato il possibile impatto delle opere grazie all’utilizzato di cavo isolato di ultima generazione.

Lungo il tracciato sono presenti oltre 70 cabine di trasformazione da cui si diramano le linee di Bassa Tensione, che alimentano circa 3.000 cittadini bellunesi e 6.000 in provincia di Udine. A Casera Razzo, inoltre, è stata realizzata una specifica cabina “intelligente” funzionale all’efficienza dell’impianto nel suo complesso. La linea permetterà infine di smantellare linee aeree preesistenti per una lunghezza complessiva di circa 10 km, con evidenti benefici sia in termini di qualità del servizio, che di impatto ambientale.

“Questo impianto – sottolinea Roberto Zapelloni, responsabile e-distribuzione Triveneto – rappresenta la sintesi perfetta dei criteri con cui sviluppiamo la nostra rete. Siamo infatti riuscita a coniugare l’impiego di materiali e tecnologie di ultima generazione e criteri progettuali avanzati per assicurare al territorio un impianto pressoché invisibile, ma in grado di assicurare un grande miglioramento all’affidabilità della fornitura di energia elettrica. Da oggi – ha concluso Zapelloni – 3 comuni, 2 province e 2 regioni possono contare su una rete più resiliente e un servizio di qualità per cittadini e imprese del territorio”.

L’area montana di confine tra Veneto e Friuli Venezia Giulia rappresenta da sempre un territorio particolarmente esposto ad eventi meteorologici particolarmente severi che richiedono punti alternativi e diversificati di alimentazione della rete per poter far fronte a potenziali disservizi che per loro natura non possono essere esclusi del tutto in impianti di questo tipo.

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