In regione a rischio chiusura 200 associazioni sportive

“La Giunta regionale si attivi presso il Consiglio nazionale del Coni affinché vi sia una rivisitazione dell’elenco delle discipline sportive ammissibili al Registro nazionale delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche (Asd) per evitare, solo in Friuli Venezia Giulia, che 200 attività con oltre 10mila sportivi coinvolti rischino di chiudere a partire dal primo gennaio 2018″.

E’ quanto chiede il consigliere regionale di Forza Italia Roberto Novelli, che sulla questione ha presentato una mozione con gli altri colleghi del Gruppo.

Il 14 febbraio scorso – rileva Novelli – il Coni ha individuato 384 discipline che, a oggi, possono validamente ritenersi attività sportive dilettantistiche riconosciute. Un elenco che esclude molti sport, nonostante gli evidenti risvolti motori, tra cui ad esempio attività molto praticate come il pilates o il krav maga. L’esclusione da detto elenco comporta l’impossibilità di beneficiare della defiscalizzazione sui corrispettivi specifici, con tutte le conseguenze legate al corretto inquadramento degli operatori sotto il profilo lavoristico.

La nuova politica del Coni – ammette l’esponente di Forza Italia – può essere dettata da una maggiore tutela dello sport visto che in passato ci possono essere state alcune Asd fittizie, create solo per godere dei benefici fiscali, ma i molti non possono pagare per i pochi furbetti. Perciò è necessario che il Coni riveda l’elenco, anche perché il diritto allo sport (sancito anche dalla Carte europea dello sport per tutti) è una componente essenziale della società moderna che può garantire sia il benessere fisico sia psichico.

Come detto – conclude Novelli -, in FVG ci sono oltre 200 Asd che non rientrano nell’elenco stilato dal Coni, quindi a rischio chiusura dal 1 gennaio 2018, con oltre 10mila sportivi coinvolti. Non possiamo permettere di perdere un numero così elevato di associazioni sportive soltanto a causa di mere decisioni burocratico-amministrative legate a cosa il Coni considera o non considera sport, anche perché sarebbe un impoverimento per tutta la nostra società.

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