“Più controlli sui treni e trasferimenti”: nuova direttiva per gestire la rotta balcanica da Tarvisio a Trieste

Martedì, nel giorno del vertice europeo di Tirana, dove la Commissione e il Consiglio di Bruxelles hanno incontrato i Paesi balcanici candidati all’ingresso nell’Unione, e dopo la parole della premier Meloni, che ha confermato che l’Italia non può essere lasciata sola di fronte all’emergenza migranti (la presidente del Consiglio ha chiesto infatti un approccio “non solo italiano” ai flussi migratori, che stringono il Paese “in una tenaglia” fra la rotta balcanica e quella mediterranea), arrivano le parole messe nero su bianco in una direttiva dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che fanno il punto sui corridoi seguiti dai migranti. Come a dire, non solo Mediterraneo e barconi, l’emergenza è grande anche via terra.

“La nuova rotta balcanico-danubiana ha determinato un considerevole aumento degli arrivi via terra rispetto all’anno passato (4.101 migranti irregolari rintracciati dal 1 gennaio al 25 ottobre 2022, rispetto ai 1.350 dell’analogo periodo del 2021), con una variazione percentuale pari a +203,78%”’. Lo sottolineano il titolare del Viminale e il suo capo di gabinetto Maria Teresa Sempreviva, sull’incremento dei flussi migratori provenienti da sud-est. Si adotti, chiede quindi la direttiva, “ogni iniziativa volta a dare ulteriore impulso all’attività di vigilanza” lungo la fascia di confine, anche “al fine di assicurare la più efficace attuazione degli Accordi stipulati con la Slovenia e l’Austria”.

L’incremento in entrata, spiega meglio il provvedimento, si è “rilevato sia nel Tarvisiano, al confine con la regione della Carinzia, sia in maniera più consistente, al Brennero, al confine con la regione del Tirolo”. Dall’inizio dell’anno, secondo la direttiva firmata in serata, “sono stati poco meno di 2.500 i migranti irregolari cui è stato impedito l’ingresso in territorio italiano dalle pattuglie miste italo-austriache che operano sui treni in arrivo a Tarvisio dall’Austria”, mentre “al confine italo-sloveno, nello stesso periodo dal 1 gennaio al 25 ottobre di quest’anno, si è registrato un notevole aumento di migranti irregolari rintracciati, rispetto al 2021 (+23,62%, da 8.081 a 9.990)”.

Il provvedimento dispone che il capo della Polizia dia “le necessarie indicazioni affinché, in linea con gli indirizzi esposti, proseguano le interlocuzioni con le Autorità slovene e austriache dirette a potenziare i controlli già in atto, anche sui convogli diretti in Italia”.

“Il massiccio afflusso di migranti attraverso la rotta balcanica”, insieme al significativo “incremento degli ingressi via mare registrato nei mesi estivi, ha avuto rilevanti ricadute sul sistema dell’accoglienza, in particolare nel Friuli-Venezia Giulia”, si sottolinea ancora nel provvedimento, poiché da giugno scorso non è stato possibile “provvedere con regolarità, come in precedenza, ai trasferimenti dei richiedenti asilo dalle strutture delle province friulane verso altre regioni”.