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Paularo si prepara a diventare ufficialmente “Villaggio degli Alpinisti”

“Il riconoscimento di Paularo tra i Villaggi degli Alpinisti è un traguardo che qualifica tutta la Carnia negli aspetti più rilevanti per lo sviluppo di un turismo lento e di qualità: presenza di paesaggi incontaminati, esperienze naturalistiche esclusive, valorizzazione di tradizioni e aspetti storico-culturali locali unici in tutto il mondo. È davvero un risultato di cui tutta la Regione va orgogliosa”.

L’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, ha accolto così l’invito a partecipare domenica 3 aprile a Paularo alla cerimonia di consegna del titolo di Villaggio degli Alpinisti, un riconoscimento internazionale di cui il comune carnico è il primo a fregiarsi in Friuli Venezia Giulia e il sesto in Italia, entrando così a far parte del circuito di 36 villaggi alpini d’Europa.

da sinistra Mazzolini, Bini e Clama

“Ciò che conta di questo progetto, il cui merito va all’intuizione di amministrazioni comunali che hanno avuto la tenacia di portare a termine un percorso complesso, è l’opportunità di portare all’attenzione internazionale un patrimonio di tradizioni locali antichissime il cui valore antropologico ne fa oggi una preziosa peculiarità turistica” ha commentato ancora Bini durante l’incontro in municipio con il sindaco Marco Clama, gli amministratori comunali e il vice presidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini.

I Villaggi degli Alpinisti nascono nel 2008 da un progetto del Club Alpino Austriaco in attuazione della Convenzione delle Alpi. L’iniziativa mette in rete sei associazioni alpinistiche di Austria, Germania, Slovenia, Svizzera e Italia, tra cui il Club Alpino Italiano che ha collaborato attivamente a questo progetto con il Cai Fvg e con la sezione Cai di Ravascletto. La Convenzione delle Alpi è un trattato internazionale sottoscritto da otto Paesi alpini e dall’Unione europea che mira alla tutela del territorio alpino nei suoi tratti naturali, culturali, ambientali quale leva economica di un territorio abitato da circa 14 milioni di persone e visitato ogni anno da un numero crescente di turisti.

Per l’Amministrazione comunale inizia ora un percorso di valorizzazione di alcune peculiarità locali tra cui spicca la Mozartina, famosissima collezione di strumenti musicali a tastiera ospitata nella settecentesca casa Scala in cui una serie preziosa di organi, clavicembali e pianoforti ripercorre la storia della musica moderna dal compositore salisburghese in poi.

Altre proposte culturali potranno trovare spazio nell’offerta regionale di PromoTurismoFVG quali la riproposizione della menàde, l’antica tecnica di fluitazione di tronchi nelle acque del torrente Chiarsò per trasportarli alle segherie a valle. L’evento è divenuto un’attrazione turistica riproposta dai Menàus (i boscaioli riuniti in associazione culturale) e presente nel museo dedicato ai Mistîrs, i mestieri della tradizione carnica. Tra questi anche quello preziosissimo svolto dalle Mans d’aur, le mani d’oro delle ricamatrici che negli anni hanno attirato con i loro minuziosi manufatti l’attenzione di stilisti come Versace e le passerelle della moda di Milano e Vienna.

A ciò si aggiungono i percorsi naturalistici in bicicletta nella Val d’Incarojo, la pesca turismo legata alla presenza della trota marmorata, la pratica dello scialpinismo sul passo Cason di Lanza, la ciclabilità in alta quota.