A Padova la manifestazione del Triveneto nel giorno dello sciopero generale dell’edilizia

Un contratto che manca ormai da quasi un anno e mezzo: è questa la motivazione alla base dello sciopero dell’edilizia, che oggi vede in tutta Italia, Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, impegnate in una serie di manifestazioni, a Padova, per quanto riguarda il Triveneto. Molte le presenze anche dal Friuli Venezia Giulia a significare che lo stallo della trattativa pesa anche nella nostra regione, dove, malgrado alcuni timidi indicatori di ripresa, il settore, che conta oltre 8mila addetti, non è ancora ripartito.

Dobbiamo prendere atto – spiegano per le tre sigle sindacali, i segretari regionali Emiliano Giareghi, Gianni Barchetta e Mauro Franzolini – che dalle associazioni datoriali non sono giunte reali disponibilità ed aperture.

Nello specifico sono diverse le richieste al centro della protesta e collegate al rinnovo del ccnl: aumenti salariali in linea con gli altri settori e finalizzati anche ad aiutare una ripresa dei consumi al servizio del Paese; difesa e riforma delle Casse Edili a tutela di tutti i lavoratori (operai, impiegati, ecc.); lotta al lavoro nero e sostegno alle imprese più serie contro la concorrenza sleale e il dumping; sicurezza sui posti di lavoro; creazione di un Fondo Sanitario Integrativo Nazionale per tutelare sempre di più il diritto alla salute e alla prevenzione; potenziamento del Fondo integrativo per il Pensionamento anticipato, per dare la possibilità a chi svolge lavori gravosi di andare in pensione prima e creare così occasioni di lavoro.

Si tratta di rivendicazioni – commentano Giareghi, Barchetta e Franzolini – che vanno in direzione di una qualificazione maggiore del sistema, del lavoro e dell’impresa, per poter affrontare le sfide di un settore che sta cambiando nei suoi processi e nei suoi prodotti (riqualificazione, rigenerazione, messa in sicurezza del territorio e del patrimonio pubblico e privato, ecc.) per cui servono più professionalità, più qualità, più partecipazione”.

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