Ovaro, il restaurato tabernacolo di S. Biagio ritorna nella chiesa di Luint

Luint (Luvint in carnico) si trova a 621 metri sul livello del mare ed è abitato da circa 40 persone. Frazione del comune di Ovaro, ha mantenuto le sue caratteristiche di un tempo: vie ripide e molto strette, stavoli con parti in muratura e parti in legno ben arieggiati per asciugare i prodotti della terra, abbeveratoi per gli animali che andavano al pascolo, ampi terrazzamenti che ora sono prativi ma che un tempo erano gli orti del paese.

Il paese, anche se così piccolo, ha le sue perle. A fianco della strada, lungo una via erta, si staglia imponente la “Casa Lupieri- Magrini”, un esempio di dimora carnica settecentesca appartenuta ai signori Lupieri, illustre famiglia di medici, intellettuali e patrioti.

Anche casa Colledani e casa Gressani, con la loro architettura tipica ma armoniosa, impreziosiscono il borgo. Altrettanto importante per la funzione che ha svolto nel tempo e per la sua bella struttura è la grande fontana di pietra  posta sulla strada principale.

Ma il più bel gioiello, scrigno di arte e di fede, è la chiesa di S. Caterina, situata al limitare del paese con una splendida veduta della Val Degano verso Ovaro, Comeglians e il monte Crostis.
La chiesetta, edificata nel 1400, fu rimaneggiata nel 1450 e nel 1600. L’attuale luogo di culto venne costruito nel XVIII secolo e di quella precedente rimane solo il coro, utilizzato oggi come sacrestia. Successivamente venne ristrutturata in seguito ai danni subiti durante il terremoto del 1976.
Sulla volta dell’ abside e sulle pareti conserva un ciclo di affreschi del primo Cinquecento (1519) di Pietro Fuluto, pittore che negli anni giovanili fu aiuto di Gianfrancesco da Tolmezzo. All’interno si conserva anche una acquasantiera in tufo ed un’ancona lignea cinquecentesca attribuibile ad Antonio Giovanni Agostini.

La chiesa di Santa Caterina a Luint

Nella chiesa di Luint trova sede anche un piccolo grande monumento musicale dell’Ottocento, un organo costruito da Pietro De Corte di Ovasta, la cui famiglia è famosa per essere stata culla di grandissimi organari, conosciuti spesso maggiormente fuori dai confini carnici.

Domenica 31 luglio alle 11, durante la celebrazione della Messa, tornerà a Luint il tabernacolo ligneo policromo dopo un accurato restauro conservativo. L’opera è realizzata in legno di tiglio intagliato, decorato con motivi vegetali a rilievo ed a traforo. Le superfici sono policrome e dorate, mentre sulla portella è riportata a tempera la figura di S. Biagio con i suoi attributi.

Il manufatto presentava diffusi attacchi di tarlo, tanto da rendere molto fragile la sua struttura a causa delle perdite del modellato ligneo. Il precedente restauro aveva fatto ingiallire la policromia e alterare la luminosità della doratura. La prima fase di restauro, dopo la valutazione dello stato conservativo, è stata la disinfestazione dell’opera. E’ seguita la fase di pulitura per la rimozione delle alterazioni cromatiche, accompagnata dai vari consolidamenti della doratura e della policromia. Per la lettura completa dell’opera c’è stato bisogno dell’integrazione plastica dell’intaglio nelle parti mancanti, mentre per le lacune di colore si è intervenuto con un’ integrazione pittorica a rigatino.  A lavoro finito è stata eseguita una verniciatura di protezione.

Dopo l’intervento di restauro il tabernacolo verrà riposizionato sopra la mensola lungo la parete sinistra della navata.