Nuove scritte minacciose in Friuli contro Fedriga

Nuove scritte minacciose nei confronti del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, sono apparse sui muri esterni del cimitero di Vergnacco di Reana del Roiale.

Si tratta dell’ennesimo episodio in poche settimane: solo tre giorni fa, il governatore era stato minacciato di morte con scritte all’esterno di un vecchio supermercato di Tiveriacco di Majano.

Nel mese di dicembre le minacce all’incolumità fisica di Fedriga erano state realizzate dalla galassia no Vax. Da allora il presidente è costantemente scortato, misura che è stata prolungata dopo le azioni anonime degli ultimi giorni.

Le scritte del cimitero sono già state cancellate dagli operai comunali.

DE CARLO (M5S) «Solidarietà a Massimiliano Fedriga per le continue e squallide intimidazioni. Spero che gli autori di questi vili gesti nei confronti di chi paga lo scotto del proprio impegno politico e di responsabilità nei confronti della collettività vengano al più presto individuati». Lo scrive in un tweet la parlamentare pentastellata Sabrina De Carlo.

MORETTI (Pd) «Le istituzioni e la politica non possono essere ostaggio di una minoranza che si annida tra i no vax, incapace del dialogo alla luce del sole e in grado solo di esprimersi con atti vigliacchi. Sono inaccettabili e vanno contrastate con forza le minacce codarde come quelle rivolte al presidente Fedriga al quale esprimiamo solidarietà». Lo afferma il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Fvg, Diego Moretti.

BORDIN (Lega) «Questi frequentissimi episodi di minacce non condizioneranno la nostra iniziativa politica, tantomeno quella del presidente Fedriga». Lo afferma, in una nota, il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Mauro Bordin, che aggiunge: «A nome del mio Gruppo, rivolgo piena solidarietà e vicinanza al presidente Massimiliano Fedriga per le nuove minacce ricevute a Reana del Rojale».
«Alla sparuta minoranza di individui che pensano di intimorirci con insulti e intimidazioni, che alimentano una brutta aria colma di odio ingiustificato e che non risparmia nessuno che rappresenti un’istituzione, rispondiamo con la volontà di proteggere e tutelare la salute pubblica, la democrazia e la convivenza civile», conclude Bordin.