Nessun rintraccio di migranti a Tolmezzo, erano i ragazzi accolti da Garibaldi

In giornate in cui il numero di rintracci di richiedenti asilo in Friuli, soprattutto nell’hinterland udinese, sta aumentando esponenzialmente (300 da inizio luglio), ieri alcune foto circolate sui social avevano allarmato rispetto al fatto che i migranti e i loro passeur si fossero spinti fino in alto Friuli. 

Alcune immagini scattate all’altezza dell’ellisse della SS52 Carnica, in comune di Tolmezzo, immortalavano una volante della Polizia con nove ragazzi seduti sul ciglio della strada.

“Tolmezzo zona rotonda, nuovi turisti alla scoperta della Nostra Meravigliosa montagna. Grazie Conte per il tuo efficiente controllo dei confini” aveva commentato su Facebook e Instragram il vicepresidente del Consiglio regionale e consigliere della Lega Stefano Mazzolini.

Ma come ha spiegato il vicequestore Alessandro Miconi, dirigente del Commissariato di Ps del capoluogo carnico, non si trattava di clandestini, bensì di un gruppo dei giovani afghani accolti da tempo presso il Bosco di Museis a Cercivento. Ragazzi dotati di mascherine, controllati a livello sanitario, che poi sono stati riportati a Cercivento.

La conferma è arrivata anche dallo stesso gestore della struttura di accoglienza e agricomunità, Renato Garibaldi: “Sono tutti ragazzi minori afghani che hanno piacere di conoscere il territorio e si spostano a piedi dalla Valle del But fino a Tolmezzo”.

Attualmente sono circa una trentina gli ospiti accolti a Museis, tutti minori non accompagnati, assieme ad una decina di adulti italiani.

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