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Monte Croce Carnico, Mazzolini: «La galleria è l’unica soluzione sicura e strategica»

«Sul tema della galleria di Passo Monte Croce Carnico, ancora una volta, è una vergogna vedere il Centrosinistra regionale sempre contrario a tutto e continuare a travisare la realtà dei fatti, alimentando una contrapposizione ideologica su un’opera che invece il territorio e il mondo produttivo approvano. Tutti sono a favore di una galleria che riduce i rischi e resterà aperta anche in inverno, contrariamente alla strada».

È netta la posizione del vice presidente Stefano Mazzolini, che interviene nel dibattito relativo al futuro collegamento tra Carinzia e Friuli Venezia Giulia, dopo le recenti prese di posizione del Centrosinistra, contrario all’ipotesi del tunnel transfrontaliero.

ok«Nel corso dell’incontro tecnico in cui sono state illustrate le tre possibili soluzioni per il futuro del passo – sottolinea Mazzolini – è stato chiaramente evidenziato come la realizzazione di una galleria di 4,1 chilometri, rappresenti l’unica soluzione, sotto il profilo della continuità del collegamento, della sicurezza e della prospettiva strategica».

«Il Centrosinistra continua inoltre a nascondere un elemento fondamentale: il costo della sistemazione dell’attuale viabilità graverebbe interamente sulla parte italiana, mentre quello della galleria sarebbe condiviso con l’Austria, è facile capire che l’investimento di competenza italiana per le due opere è simile, a questo punto la galleria diventa la soluzione ovvia. Loro invece continuano a confrontare i due importi facendo credere che l’importo del tunnel sia solo di competenza italiana.  Ricordo inoltre che in febbraio la Regione ha già chiesto al Ministro di inserire l’opera della galleria tra quelle di interesse nazionale».

«Paradossalmente – aggiunge il vicepresidente del Consiglio – chi oggi in nome dell’ambiente si oppone al tunnel, sostiene una soluzione che comporterebbe un impatto invasivo e distruttivo  sulla montagna. La strada alternativa dovrebbe infatti attraversare un’area soggetta a vincoli, dove è presente anche la storica strada romana, prevedere la realizzazione di due ponti artificiali e di una sopraelevata per ricollegarsi al vecchio confine. Questa sì che sarebbe una ferita permanente nel territorio, una vera cicatrice ambientale destinata a rimanere per sempre».

Per il vice presidente del consigliere regionale, inoltre, limitarsi a ripristinare la viabilità esistente significherebbe soltanto rinviare il problema.

«Gli studi tecnici parlano chiaro: Monte Croce è un’area fragile e soggetta a fenomeni franosi. Non è una valutazione politica, ma scientifica. Pensare di continuare semplicemente a sistemare la strada significa rischiare di ritrovarsi nuovamente punto e a capo tra qualche anno, con nuove chiusure e nuovi danni».

Infine il richiamo alle ingenti risorse già investite per riaprire il collegamento dopo la frana.

«Per consentire la riapertura del passo, Regione e Ministero hanno già stanziato circa 30 milioni di euro. È evidente che non si può continuare a intervenire soltanto in emergenza, senza affrontare definitivamente il problema».

«Piuttosto che alimentare polemiche – conclude Mazzolini – sarebbe opportuno lavorare tutti insieme per una soluzione fortemente richiesta dal tessuto economico, turistico e produttivo della Carnia e del Friuli Venezia Giulia. Le recenti interruzioni del collegamento hanno dimostrato quanto questa infrastruttura sia fondamentale, non soltanto per il turismo, ma anche per le imprese, i lavoratori e le comunità locali».