Mazzolini: «Troppo semplice attribuire alla Regione la chiusura del rifugio Marinelli»
«Respingiamo le polemiche della sinistra sulla chiusura del rifugio Marinelli, che non può essere attribuita semplicisticamente alla Regione. Si tratta di una situazione complessa, che richiede la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti». Così, in una nota, Stefano Mazzolini, vicepresidente del Consiglio regionale, interviene in risposta alle parole dei consiglieri massimo Moretuzzo e Giulia Massolino del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg.
«La chiusura del rifugio Marinelli rappresenta un problema per tutti gli appassionati della montagna e un danno d’immagine per il Friuli Venezia Giulia, soprattutto in un periodo nel quale dovremmo valorizzare al massimo le nostre strutture e i nostri itinerari alpini – dice Mazzolini -. Il fatto che alcuni rifugi privati riescano a svolgere regolarmente la propria attività dimostra che è necessario individuare un modello gestionale sostenibile anche per le strutture di proprietà pubbliche o del CAI, nel rispetto delle diverse competenze e responsabilità».
«Non è però possibile pretendere che la parte pubblica copra integralmente tutti i costi di manutenzione, ristrutturazione e gestione – prosegue l’esponente leghista -. È necessario costruire un sistema di compartecipazione agli investimenti, simile a quello previsto per gli alberghi e per le altre attività ricettive. Per i rifugi bisognerebbe fare come per gli alberghi e le altre attività ricettive per cui contribuiamo agli investimenti per il trenta percento per gli hotel dalle quattro stelle in su (il resto viene messo dal privato), e con un contributo massimo al 50% fino ai 300mila euro, come nel caso della rimessa a nuovo e il miglioramento o la realizzazione dei bed&breakfast e degli appartamenti turistici deciso in Giugno con la riapertura del bando dedicato. Esiste già, inoltre, una specifica misura regionale attraverso la quale la Regione assegna risorse al CAI per la manutenzione dei sentieri e degli immobili, a conferma dell’attenzione e del sostegno concreto garantiti al sistema della montagna».
Mazzolini ricorda inoltre che gli aiuti sono destinati alle attività con sede fiscale in Friuli Venezia Giulia, «favorendo anche il lavoro delle imprese locali impegnate negli interventi di costruzione e ristrutturazione – spiega -. Una politica di investimenti ben strutturata non costituisce soltanto una spesa, ma genera occupazione, indotto ed entrate per il territorio. È necessario incentivare la creazione di nuovi posti letto, in particolare nelle località montane. Una maggiore presenza turistica può rendere più sostenibile anche la gestione dei rifugi alpini. La Regione sta lavorando per individuare nuove forme di sostegno economico rivolte a chi opera in alta quota, con l’obiettivo di creare occupazione, sostenere le famiglie che vivono in montagna e rafforzare l’economia locale».
«Il turismo lento ed escursionistico è fondamentale per la nostra montagna, ma deve poter contare su strutture ricettive, rifugi e servizi adeguati – conclude Mazzolini -. La Regione sta investendo con decisione nelle attività alberghiere e turistiche, senza trascurare i rifugi, i sentieri e le strutture montane, per i quali sono già previste specifiche linee di finanziamento destinate al CAI. Più che alimentare contrapposizioni politiche, è necessario lavorare insieme per trovare soluzioni concrete e consentire al rifugio Marinelli di tornare a essere un punto di riferimento per gli escursionisti e per l’intero territorio».
