Mazzolini (Lega): «Basta bugie sulla strada per il Rifugio Marinelli»

«È ora di smetterla con le falsità e le strumentalizzazioni. Mi dispiace che alcuni pseudo ambientalisti della città stiano strumentalizzando questa opera. Spesso abitano in città e non sanno nemmeno cosa significhi vivere e lavorare in montagna». È il commento di Stefano Mazzolini (Lega), vicepresidente del Consiglio regionale, in merito alla nuova strada da Timau verso il Rifugio Marinelli.

«Fare tanto chiasso su una semplice strada di montagna è ridicolo, tant’è che questo collegamento esiste di fatto dagli anni ’50 poi negli anni trascurato. – prosegue l’esponente del Carroccio -. L’intenzione della Regione è ripristinare la strada con un sedime inghiaiato, di larghezza di circa 2,5 metri. La parte che interessa il rifugio Marinelli, e che alcuni fanno passare come la totalità dei lavori, andrebbe ad interessare il vecchio sedime stradale per un tratto di soli 600 m in una zona senza alberi e quindi senza nessun danno ambientale, per un importo di soli 40.000 € su un totale di 1.250.000 € per uno sviluppo di quasi 10 km: adeguamento e sistemazione dei tratti già esistenti da Timau a Collina, quindi tra la SS52bis Val Collina e Collina Grande. Nessun danno ambientale o taglio di piante: gli uffici regionali l’hanno spiegato già molte volte. Ma questi estremisti che parlano in termini di guerra, che vogliono un uso esclusivo della montagna come una riserva d’indiani, sembrano non voler capire, anzi la cavalcano politicamente. Moltissimi non condividono queste idee».

Mazzolini precisa poi che «la via sarà chiusa con una sbarra, videosorvegliata e interdetta ai mezzi a motore, per un costo di 30.000 euro. Il collegamento sarebbe, poi, fondamentale per la sicurezza di due vallate: Collina, l’anno scorso è rimasta isolata. Con questa alternativa da Timau, ci sarebbero stati già molti vantaggi. Ad esempio, senza tante polemiche, stiamo già realizzando un tratto di strada mancante per collegare la Val Saisera con la Val Dogna fino al rifugio Grego sempre per motivi di sicurezza e per una fruibilità sostenibile. Le strade, favoriscono il mantenimento delle malghe, dei rifugi e del territorio stesso, come avviene senza tante polemiche in Austria».

L’esponente leghista spiega poi di aver lavorato su una legge di sviluppo dei percorsi ciclopedonali «per assicurare uno sviluppo al turismo “slow” in bici o a piedi, su viabilità non asfaltata già esistente per tutta la Carnia e in tutta la Regione. Ci sarà anche un’app e siamo certi che tutto questo disegno potrà assicurare un forte impulso al comparto turistico su due ruote, sempre più strategico per la Carnia».

«Invito gli “estimatori cittadini della montagna” a parlare dopo aver provato a fare impresa turistica o agroalimentare in montagna», aggiunge Mazzolini, che aggiunge: «Noi non raccogliamo sterili polemiche e sappiamo cosa è meglio per lo sviluppo del nostro territorio, soprattutto sotto il profilo turistico. Siamo per una crescita eco-sostenibile e stiamo lavorando per il bene del territorio guidati da una ferma idea ecologica, tutti dovrebbero condividere questi principi per dare la possibilità di vivere e lavorare in montagna, altrimenti se non creiamo i presupposti per questo, non lamentiamoci del calo demografico, impoverimento della montagna e dell’abbandono di intere aree. No a riserve indiane “, la conclusione.

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