Marco Balzano presenta a Tolmezzo e Ampezzo il suo racconto ambientato in Carnia

«Cosa significa tornare in un luogo che abbiamo voluto lasciare per sempre, richiamati improvvisamente da un fatto tragico, e come si può restituire attualità a un posto che non ci appartiene più? È questo il filo rosso de L’estate della neve», spiega lo scrittore Marco Balzano, Premio Campiello 2015 e Premio Bagutta 2019, quest’anno vincitore della 3^ edizione del Premio Letterario Friuli Venezia Giulia Il racconto dei luoghi e del tempo, istituito dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia con Fondazione Pordenonelegge. Proprio in quanto vincitore del riconoscimento che promuove l’eccellenza culturale del Friuli Venezia Giulia attraverso l’opera letteraria di autori del nostro tempo, Marco Balzano ha dedicato un racconto lungo a un’area molto suggestiva del territorio regionale, la Carnia, scrivendo l’inedito “L’estate della neve”, pubblicato nell’ottobre 2022 dalle Edizioni Italo Svevo, dopo la presentazione in anteprima nel corso della 23^ edizione di pordenonelegge, in occasione della premiazione il 17 settembre scorso. «Conosco la Carnia, di cui ho respirato le atmosfere. Per questo ho trovato ispirazione in questa zona del Friuli Venezia Giulia – racconta ancora Balzano – Il racconto vede protagonista un uomo che aveva deciso di andarsene per sempre, ma viene richiamato in Carnia per la morte improvvisa dei suoi genitori in un incidente stradale».  L’appuntamento per incontrare dal vivo Marco Balzano è fissato giovedì 15 dicembre a Tolmezzo alle 18nella Sala Centro servizi Museale adiacente al Museo Carnico Gortani in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Tolmezzo e venerdì 16 dicembre ad Ampezzo alle 11, nel Museo Geologico della Carnia in collaborazione con il Comune di Ampezzo. In entrambe le occasioni Marco Balzano sarà in dialogo con il poeta e scrittore Gian Mario Villalta, direttore artistico di pordenonelegge. L’ingresso ai due incontri è libero, prenotazioni operative sul sito pordenonelegge.it.

“L’estate della neve” si apre in una giornata estiva, quando il protagonista, un traduttore intelligente e disordinato che vive nella grande città dell’editoria, riceve una telefonata: «Buongiorno è la Polizia stradale. Lei è Martino Pozzi? I suoi genitori hanno avuto un incidente. Per evitare un camion sono finiti fuori strada sulla provinciale 1, all’altezza di Chiaicis. Purtroppo sono morti». Si parte con l’ordinario annuncio di una tragedia familiare, si prosegue a ritroso verso la Carnia, dalla quale Martino è partito molti anni prima, e poi, una volta lì, verso l’affollarsi dei ricordi, a riconoscere i suoi attuali sentimenti. Quel luogo dove il paesaggio è ruvido come le persone che lo abitano, e come le persone che lo abitano sa guadagnarsi un’intima fedeltà. Non il racconto di un enfatico ritorno alle radici, ma la conquista della consapevolezza di un’appartenenza, che anima la continuità delle generazioni. Marco Balzano ha pubblicato per Sellerio i romanzi Il figlio del figlio (Premio Corrado Alvaro), Pronti a tutte le partenze (Premio Flaiano), L’ultimo arrivato (Premio Campiello); per Einaudi Resto qui (tra gli altri, Premio Bagutta, Prix Méditerranée, finalista del Premio Strega) e Quando tornerò (Premio per la Cultura Mediterranea), da cui sarà tratto un film per la produzione di BiBi e la regia di Stefano Consiglio. Sempre per Einaudi sono usciti il saggio Le parole sono importanti (Premio di saggistica Città delle Rose) e la raccolta di poesie Nature umane. I suoi libri sono tradotti in più di venti paesi. Per Feltrinelli è da poco uscito Cosa c’entra la felicità? Una parola e quattro storie. Ha condotto trasmissioni televisive e podcast, collabora con le pagine culturali del «Corriere della Sera» e insegna Scrittura creativa alla scuola Belleville di Milano.

Valore aggiunto del Premio Letterario Friuli Venezia Giulia Il racconto dei luoghi e del tempo è quello di valorizzare i luoghi e la loro storia, di ricercare la loro essenza più intima: dai mestieri alle tradizioni, dal vissuto culturale al cibo. Edizione dopo edizione, attraverso i racconti dedicati al Friuli Venezia Giulia, il Premio ricompone una mappa di autorevoli “compendi” narrativi: una sequenza di sguardi d’autore partita con l’Aquileia di Valerio Massimo Manfredi, proseguita con la Udine del Tiepolo narrata da Melania Mazzucco e, in questa terza edizione, con la Carnia raccontata da Marco Balzano, attraverso una prova d’autore di alta efficacia evocativa.