Manuel Bortuzzo racconta a San Daniele la sua rinascita

Si parlerà di “resilienza” giovedì 21 novembre a San Daniele nella seconda serata di LeggerMente per l’ormai rituale appuntamento realizzato in collaborazione con lo Studio Gabriele Turissini di Fideuram.

Ad incarnare il significato di questa parola, nel senso più assoluto del termine, non poteva che essere Manuel Bortuzzo, la promessa del nuoto che lo scorso febbraio perse l’uso delle gambe in seguito ad una sparatoria. L’appuntamento è per le 20.45 presso l’Auditorium delle Scuole Medie di San Danieleingresso gratuito solo su prenotazione tramite mail (info@leggermente.it) o SMS/whatsapp (3393697658).

La serata nasce dall’idea dello Studio Gabriele Turissini di associare un tema legato alla finanza trovandone analogie in altri ambiti: quello della “resilienza”, termine molto inflazionato negli ultimi tempi (e non a torto)  sia  in ambito socio-politico che in quello economico-finanziario. Ma se pensiamo alla resilienza per antonomasia, non può che venirci in mente il mondo sportivo. E se pensiamo allo sport e alla resilienza, a quel punto il pensiero va inevitabilmente a quegli atleti che si sono ritrovati per motivi inaspettati a veder sfumare il sogno di raggiungere il proprio obiettivo ma, nonostante gli insormontabili sacrifici fisici e psicologici, non si sono mai rassegnati al pensiero di doverlo abbandonare. Uno di questi è Manuel Bortuzzo, che a San Daniele presenterà il suo libro appena uscito, “Rinascere. L’anno in cui ho ricominciato a vivere”, edito da Rizzoli. L’evento è stato realizzato grazie al sostegno dalla società di gestione Financière de l’Echiquier e dal Consorzio del Prosciutto di San Daniele.

Manuel Bortuzzo è salito, suo malgrado, agli onori della cronaca per essere stato ferito nel corso di una sparatoria la notte tra il 2 ed il 3 febbraio a Roma, dove si  trovava dopo essersi trasferito per ragioni sportive presso il centro federale natatorio di Ostia: era una promessa del mezzofondo e condivideva gli allenamenti con campioni già affermati come Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti. Dopo la sparatoria di Roma gli venne diagnosticata una lesione midollare, esito sconvolgente per chiunque ma per un ventenne che dedica la propria vita allo sport con l’obiettivo di arrivare alle Olimpiadi, ha il sapore di una condanna. Manuel scelse di lottare e solo un mese più tardi da quel tragico evento tornò in piscina per cominciare la sua “rinascita”. Il suo coraggio, la forza di volontà e la tenacia con cui affronta la terapia di riabilitazione sono un messaggio positivo che Manuel trasmette a chiunque lo senta parlare. A febbraio del prossimo anno uscirà il film sulla sua vicenda interpretato da Raoul Bova insieme a campioni del nuoto del calibro di Massimiliano Rosolino, Magnini e Brembilla.

Commenta con Facebook