Majano, l’assessore Fvg Bini in visita alla Errebi e all’Hospitale

“A Majano vi sono realtà imprenditoriali e turistiche di grandissimo valore che dimostrano la capacità del Friuli Venezia Giulia di attrarre investimenti e di saper creare quella concreta e virtuosa alleanza tra privati e enti locali che contribuisce a creare occupazione e ricchezza”.
Così l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini si è espresso dopo aver visitato, ieri pomeriggio, lo stabilimento della Errebi rotolificio Bergamasco, nella zona industriale majanese, e il rinnovato complesso dell’Hospitale di San Giovanni di Gerusalemme nella frazione di San Tomaso.
Encomiabile, secondo l’assessore, l’impegno della ditta Errebi (specializzata nella produzione di rotoli di carta per registratori di cassa, biglietterie, plotter, etichettature ed ogni altro uso) nella ricerca e sviluppo di soluzioni sostenibili “un impegno che si concretizza nella scelta di ridurre l’utilizzo di plastica immettendo nel mercato nuovi prodotti basati esclusivamente sulla carta e che imprimono una svolta al settore degli imballaggi”. Fondata 35 anni fa a Bergamo, la Errebi è un’azienda a conduzione familiare che negli anni ha ampliato lo stabilimento di Majano tanto che oggi conta 40 dipendenti. L’azienda è ora impegnata in un progetto di ampliamento di due mila metri quadrati che comporterà l’assunzione di altri 10 dipendenti nell’area produttiva majanese. Il mercato di sbocco è rappresentato per il 60 per cento da clienti italiani e per il restante 40 per cento da acquirenti dell’Europa centrale.
Assieme alla sindaca di Majano Elisa De Sabbata, Bini si è poi recato in visita al complesso medievale dell’Hospitale di San Giovanni di Gerusalemme che dal 2004 è di proprietà del Comune. Fondato alla fine del XII secolo dai cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme (poi cavalieri di Malta) il complesso ricettivo costituiva una tappa importante della via del Tagliamento lungo l’antica Via di Allemagna, che collegava i Paesi Baltici con i porti dell’Adriatico. Della sua fondazione e utilizzo come ricovero per i pellegrini vi è testimonianza nella pergamena istitutiva originale, datata 1199, detta del “Portis”. La vicina chiesa di San Giacomo, forse inizialmente intitolata a San Tommaso, conserva resti di pregevoli affreschi medievali tra i più antichi tra i cicli rinvenuti in Friuli.

La visita all’Hospitale

“Un luogo splendido che è testimonianza delle eccellenze culturali, storico e artistiche del Friuli Venezia Giulia, eccezionale come tante realtà su cui la Regione sta investendo per fondare l’unicità della nostra offerta turistica”, ha detto Bini, ribadendo la volontà della Regione di promuovere “il turismo legato ai cammini, alla riscoperta dei centri minori e del turismo lento, fattori di crescita che si sono rafforzati dopo la pandemia”.
Nel 2004, grazie ad un finanziamento concesso dalla direzione regionale Cultura, il Comune di Majano ha acquisito l’immobile, compresa una porzione di circa 12mila metri quadrati di terreni adiacenti.
Dal 2006 il Comune ha avviato un progetto di riscoperta culturale del sito, con gli studi e le indagini preliminari sull’immobile, e nel 2007, grazie ad un contributo regionale assegnato ai sensi della LR 77/81, ha avviato l’intervento di restauro con un primo lotto di consolidamento dell’edificio, che ne ha restituito il grandissimo pregio storico e architettonico. Tra il 2014 e il 2021 sono stati investiti fondi regionali e fondi propri del Comune per circa 1,2 milioni di euro, giungendo così alla completa ristrutturazione dell’Hospitale, che ora può essere utilizzato, oltre che per il suo scopo storico di accoglienza di pellegrini e viandanti, anche per iniziative culturali e di comunità.

(in copertina Bini alla Errebi)