L’ospedale di Gemona ospiterà i malati Covid

Con un lungo post sul suo profilo Facebook il sindaco di Gemona Roberto Revelant annuncia la riconversione parziale dell’Ospedale San Michele, che ospiterà malati Covid.
Pubblichiamo integralmente la sua comunicazione.

 

E’ stata una decisione sofferta, mai voluta, ma dettata dall’emergenza che siamo chiamati a vivere e superare.
I numeri sono in costante crescita, e c’è la necessità di garantire le cure a tutti, sia quelli sintomatici positivi al Covid (ed il numero dei ricoveri sono in aumento rispetto alle settimane scorse, con proiezioni non affatto rassicuranti) sia quelli che hanno altre patologie e sono molte le persone che necessitano di cure che non possono essere trascurate.
Il sistema sanitario nell’ondata di marzo/aprile ha retto vuoi per il lockdown vuoi per l’impatto minore che ha avuto nel nostro territorio, a differenza di altre realtà.
Ora c’è una maggior consapevolezza del coronavirus ed anche delle cure da praticare, ma c’è necessità di spazi e personale riconoscendo contestualmente che la nostra regione meglio di altre ha saputo aumentare il numero delle terapie intensive.
La Sanità sconta un grave problema di organico, per scelte programmatorie del passato errate, ed ora i nodi vengono al pettine, con difficoltà di reclutamento di nuove unità, con l’aggravamento ulteriore legato al contagio anche tra gli operatori.

Roberto Revelant

Ci sono momenti in cui l’interesse generale deve essere superiore a quello personale o del consenso elettorale. Essere amministratori è un onore, ma per farlo bisogna guardare sempre alla collettività, e ringrazio anche tutti i Sindaci del territorio per aver compreso questa nuova esigenza emergenziale, assieme ovviamente alla giunta ed ai consiglieri che mi sostengono.
La Regione ha segnalato la necessità di sospendere l’attività del Punto di primo intervento, avendo avuto rassicurazioni che le ambulanze resteranno al loro posto per continuare a garantire le reti d’emergenza, tenuto conto che con il nuovo DPCM nuove misure porteranno alla riduzione degli spostamenti, e ciò già nei primi mesi dell’anno aveva contribuito, assieme ad altre motivazioni, ad una forte riduzione degli accessi nei punti di primo intervento e dei pronto soccorso.
C’è bisogno di personale e di fronte all’impossibilità di reperirlo c’è la necessità di sospendere alcune attività, tra cui quella del punto di primo intervento di Gemona ed una revisione della struttura stessa e delle proprie attività. A questo punto abbiamo chiesto e convenuto con la Regione di mettere a disposizione la nostra struttura per i malati Covid, quelli che hanno superato la fase acuta del ricovero anche in terapia intensiva, per consentire cure ad ulteriori pazienti che ne avessero bisogno, e non saranno pochi purtroppo.
Ulteriori professionisti si integreranno a quelli già presenti, e vogliamo ricordarci dei loro straordinari sforzi, perché da mesi sono chiamati in prima linea per aiutarci e saranno senz’altro mesi difficili quelli che dovranno affrontare e che spesso nemmeno noi comprendiamo.

Sento purtroppo ancora troppo spesso ricondurre che le vittime siano persone molto anziane, detto che non sempre e non più è così, quelle persone sono le stesse che 45 anni fa hanno ricostruito le nostre città e ridato sviluppo al nostro Friuli, e mai le lasceremo sole e dovremmo impegnarci per evitare scelte, come avvenuto ed avviene in altri territori, per le quali non viene garantito l’accesso alle cure necessarie.

Le sospensioni saranno temporanee per fronteggiare un’emergenza, convertendo ora per alcuni mesi la struttura per curare pazienti Covid con un collegamento diretto con l’ospedale di Udine e non solo, con l’impegno da parte di tutti, di riattivare sia il punto di primo intervento sia avviare il centro di riabilitazione cardiologica e neurologica assieme al Gervasutta con tutti i servizi e le attività ad essa collegati.

Sono scelte faticose, pesanti, non a cuor leggero perché conosciamo e siamo consapevoli delle sensibilità verso il nostro nosocomio e la necessità dello stesso per il territorio, e soprattutto sono scelte che arrivano dopo aver preventivamente percorso tutte le strade alternative possibili e che non potevano essere ulteriormente posticipate.
Superata l’emergenza tutto dovrà riprendere da dove ci si è fermati, in quella riconversione della struttura che deve diventare un’eccellenza.
Un appuntamento solo rimandato, ma ciò che siamo chiamati a vivere in questo momento nessuno lo avrebbe mai immaginato, e rinnovo l’invito a tutti alla massima prudenza, guardando comunque avanti vivendo e convivendo con questo virus.

I positivi anche nella nostra comunità sono in crescita, domani faremo il punto con il dipartimento di prevenzione, appena avremo a disposizione gli esiti di diversi tamponi. Segnalo purtroppo il ricovero di un nostro concittadino, non anziano, che si aggiunge ai positivi già noti assieme ad altri 3 casi, oggi complessivamente sono 14.

ROBERTO REVELANT
Il Sindaco

 

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