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Lo spettacolo “Orcolat ’76” di Simone Cristicchi proposto all’ambasciata italiana di Washington

A cinquant’anni dal terremoto che sconvolse il Friuli, la memoria dell’”Orcolat” è approdata a Washington. Nelle sale dell’Ambasciata italiana, l’attore Simone Cristicchi ha portato in scena “Orcolat ’76”, una narrazione potente che, tra musica e parole, ripercorre il dramma del 6 maggio e la successiva ricostruzione. L’evento, organizzato dall’Ente regionale teatrale e dall’Accademia musicale Naonis, ha rappresentato un momento di profonda gratitudine verso gli Stati Uniti, il Paese che più di ogni altro sostenne la rinascita friulana.

in primo piano Revelant e Zilli

Il governatore Massimiliano Fedriga, presente alla serata insieme agli assessori Barbara Zilli, Sergio Emidio Bini e Pierpaolo Roberti, ha sottolineato come la generosità americana sia stata determinante per trasformare una tragedia in un modello di rilievo internazionale. “Commemorare oggi questi luoghi significa onorarne la memoria e celebrarne la rinascita”, ha dichiarato Fedriga, ricordando lo spirito di speranza delle giovani generazioni di allora.

Lo spettacolo, diretto dal maestro Walter Sibilotti, ha toccato corde profonde. Bini ha evidenziato la capacità dell’arte di Cristicchi nel descrivere la forza di un popolo che sa ripartire, mentre Zilli ha richiamato il valore dei legami infrastrutturali e di crescita nati proprio grazie agli aiuti d’oltreoceano. Da parte sua, Roberti ha posto l’accento sulla trasformazione del Friuli Venezia Giulia da terra rurale a realtà economica dinamica, vedendo nella missione a Washington un’occasione per futuri partenariati.

La serata, svoltasi alla presenza dell’ambasciatore Marco Peronaci e del sindaco di Gemona Roberto Revelant, si è chiusa con il plauso del presidente dell’Ert Fabrizio Pitton. La tournée internazionale di “Orcolat ’76” non è solo un atto di memoria, ma un’importante operazione culturale per diffondere la storia e la determinazione del Friuli Venezia Giulia presso il pubblico internazionale e le comunità italiane all’estero.

(in copertina Cristicchi e Fedriga)