Lauco dice no al 5G fino a quando non sarà garantita la sua completa sicurezza

Il Comune di Lauco è uno dei sette comuni del Friuli Venezia Giulia individuato dall’Agcom per la sperimentazione del sistema di comunicazione elettronica di quinta generazione, comunemente chiamato 5G. 

Il Consiglio Comunale, nella seduta dell’11 settembre, ha approvato all’unanimità la deliberazione che impegna il sindaco e la giunta comunale a esprimere (fino quando non sarà garantita la completa sicurezza di questa nuova tecnologia) parere negativo riguardo l’estensione sul territorio del Comune di Lauco della nuova tecnologia 5G, aderendo alla richiesta di moratoria, promuovendo allo stesso tempo soluzioni tecnologiche sicure e a basso impatto ambientale e sanitario, cominciando dai luoghi maggiormente sensibili di permanenza continuativa delle persone più a rischio. Viene inoltre chiesto di astenersi per il futuro dall’autorizzare, asseverare e dare esecuzione a progetti relativi a nuove tecnologie come il 5G che possano condurre ad un aggravamento delle lamentate condizioni di insalubrità ambientale. L’amministrazione di Lauco, inoltre, chiede di minimizzare il rischio sanitario sui campi elettromagnetici promuovendo un tavolo tecnico sanità/ambiente volto a monitorare le ripercussioni dei campi elettromagnetici su popolazione ed ecosistema, individuando membri della scienza e della medicina indipendente coinvolgendo unitamente un coordinamento locale tra le associazioni dei malati e cittadinanza attiva. Infine, la deliberazione chiede di attivare servizi da parte degli enti competenti in materia, Azienda Sanitaria ed ARPA anche con l’ausilio del mondo accademico universitario e degli istituti di ricerca indipendenti, al fine di promuovere un sistema di monitoraggio ambientale e sanitario in merito a possibili effetti indesiderati della tecnologia 5G sulla popolazione nelle aree individuate per l’eventuale installazione degli impianti. 

Olivo Dionisio

Il sindaco Olivo Dionisio, non appena insediatosi nella carica a seguito delle elezioni amministrative dello scorso maggio, si è immediatamente attivato per prendere posizione su questo argomento, particolarmente delicato in quanto la tecnologia 5G, in fase di sperimentazione dal 2017, si aggiungerà agli standard ancora esistenti per le tecnologie 2G, 3G e 4G, prevedendone la sostituzione nell’arco di pochissimo tempo. L’introduzione della nuova generazione di standard 5G è infatti prevista per il 2019-2020, considerato che dal 1° gennaio 2019 sono operative le nuove bande messe all’asta dal Governo. 

Il primo cittadino sottolinea: ”La mia preoccupazione sull’introduzione sul nostro territorio del 5G deriva innanzitutto dal fatto che numerosi e qualificati studi medico-scientifici nazionali ed internazionali attestano la potenziale nocività per la salute umana delle onde elettromagnetiche emesse da tecnologie di comunicazione senza fili, con rischi per il sistema neurologico, immunitario, endocrinologici e persino tumorali e un aumento di fenomeni di elettrosensibilità nella popolazione. E’ mio compito – prosegue Dionisio – salvaguardare innanzitutto la salute della mia comunità e per questo, non appena eletto, ho preso immediatamente contatto con l’Associazione Nazionale dei Piccoli Comuni Italiani, particolarmente attiva nel supportare i piccoli Enti locali in questa battaglia, finalizzata a difendere l’autonomia di noi sindaci e il benessere delle nostre popolazioni.” 

Il sindaco di Lauco sottolinea, inoltre, che “nella nostra regione ed anche a livello locale è già radicato ed operativo il comitato “Stop 5G”, con cui l’amministrazione comunale ha già preso contatto, per collaborare al fine di fare chiarezza, informare la cittadinanza e poter così decidere consapevolmente ed in autonomia sull’installazione delle mini antenne a microonde sul proprio territorio”.

Dionisio conclude informando che la delibera consiliare è già stata trasmessa all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – Agcom, e per conoscenza al presidente della Repubblica Mattarella, al presidente del Consiglio Conte, ai ministri di Salute, Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti e dell’Interno, al presidente della Regione Fedriga e all’assessore alla Sanità Riccardi “con l’intento di sensibilizzare tutte le istituzione che, a vario titolo, possono contribuire a tutelare gli interessi delle comunità locali al fianco dei sindaci”.

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