La Val Resia vuole essere punto di riferimento per i nomadi digitali delle Terre alte

Le porte della Val Resia sono aperte per chi non la conosce ancora e qui può venire a lavorare. È questo il senso dell’ulteriore scommessa che l’amministrazione comunale e tutta la comunità vogliono affrontare per costruire nuove opportunità di vita in montagna. Il remote working è una delle possibili opzioni.
Il tema è stato sviluppato anche nell’ambito dell’appuntamento che le aziende del Ditedi, il Cluster delle Tecnologie digitali del Friuli Venezia Giulia, hanno realizzato proprio a Resia per approfondire il presente e il futuro delle soluzioni che supportano un lavoro sempre più in mobilità.
«La fibra ottica arriva in tutte le frazioni e stiamo lavorando perché sia disponibile anche nelle case sparse della vallata. C’è un importante patrimonio abitativo vuoto, se ci sono le domande possiamo studiare insieme le possibilità per metterlo a disposizione», spiega la sindaco Anna Micelli, mettendo in evidenza due precondizioni essenziali perché il remote working possa avere possibilità di decollare.
La Val Resia, insieme agli aspetti funzionali, offre inoltre il valore aggiunto che fa la differenza: «Se è vero, come non abbiamo dubbi, che un contesto che genera benessere è fondamentale per la stessa competitività dell’impresa, ebbene qui l’ambiente, la qualità delle relazioni e i valori positivi che ancora permeano la vita della comunità rappresentano il vero appeal», spiega Micelli.
Lo sanno bene i valligiani che, complice l’epoca Covid e la crisi che ha fatto impennare i prezzi di ogni bene, hanno deciso di tornare nel proprio paese d’origine proprio esercitando la modalità di lavoro agile. «Riuscire a dare nuove prospettive alla montagna significa anche aprirsi ai nuovi modi di essere e di vivere – conclude la sindaco Micelli -. I nomadi digitali possono trovare un contesto favorevole nelle terre alte: tecnologie, ambiente e ricca umanità siamo certi possano costituire un mix vincente».