La fiaccola che celebra i 150 anni degli Alpini è arrivata a Gemona

“Il legame tra le genti friulane e le penne nere è parte del patrimonio storico del Friuli Venezia Giulia, una vicinanza e una empatia amplificati nel popolo gemonese che dal 1976 in poi custodisce nel suo Dna l’eredità dello spirito di sacrificio e della generosità che distinguono il Corpo degli Alpini”.

Questo il messaggio che l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, ha rivolto all’arrivo a Gemona del Friuli della fiaccola della memoria e della tradizione alpina, accesa per celebrare i 150 anni del Corpo. Presente anche il vicesindaco Loris Cargnelutti.

L’assessore ha accompagnato la fiaccola nell’ultimo tratto gemonese dal Duomo al Monumento ai caduti dell’8° Reggimento Alpini, in via Manin, dove si è conclusa una delle tappe della staffetta che sta conducendo la fiaccola da Ventimiglia a Trieste.

“La staffetta è molto più di un evento simbolico – ha sottolineato ancora Zilli -, perché la tradizione alpina è patrimonio dell’identità della nostra terra. L’evento segna una continuità tra le vicende della storia e le prospettive di una collaborazione con le penne nere in cui la caserma Goi-Pantanali, dove la fiaccola è sostata, rivestirà sempre un ruolo centrale per la comunità gemonese. Oggi celebriamo non solo un grande debito di riconoscenza per le gesta militari e l’operosità civile degli alpini, ma anche il rinnovamento di un patto che guarda al futuro”.

La tappa di ieri della staffetta era partita in mattinata da Remanzacco verso Cividale del Friuli, per poi salire fino al santuario di Castelmonte e da qui, dopo una sosta a Torreano, incamminarsi verso l’Alto Friuli per toccare il monte Bernadia, Osoppo e infine Gemona.