La comunità di Buja ricorda i suoi 54 Caduti per libertà

Buia ha dato molto alla causa della libertà: 54 caduti, uomini e donne, partigiani e deportati. Un grande contributo di sacrificio e di sangue che non può essere dimenticato.

Per questo, in occasione della “Giornata della Memoria”, con il patrocinio del Comune, la Associazion Culturâl El Tomât, in collaborazione con la sezione di Buja dell’A.N.P.I. intitolata a  “Vilma e Ranieri Pezzetta” e con il gruppo di Buja dell’ A.N.A., ha promosso sabato 28 gennaio alle ore 16 la cerimonia di deposizione della corona alla stele che ricorda i deportati bujesi deceduti nei campi di sterminio, stele voluta e donata da Bianca Marini Solari nel 1998.

In questa occasione verrà data lettura di appunti di storie delle loro vite, risultati da ricerche in corso, curate dai soci del Tomât e dell’ANPI di Buja, onorando così l’impegno della memoria e della riflessione, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e di tutte le vittime dei campi di concentramento nazisti e fascisti.

Successivamente alle ore 18, presso la sede ANA di Monte di Buja, verrà proiettato il video, prodotto dall’ANPI di Udine, con brani tratti dal “Diario di prigionia di Giovanni Malisani”, sottotenente friulano degli Alpini, uno dei 600.000 Internati Militari Italiani. Le sue parole si intrecciano al filmato di Benedetto Parisi, restituendo un quadro di toccanti emozioni.

Il pomeriggio si concluderà, sempre nella sede di Monte di Buja, con la visione del film documentario “Oltre il filo”, prodotto da “Agherose”, alla presenza del regista Dorino Minigutti. Il documentario racconta l’inedita storia di un gruppo di bambini sopravvissuti nel campo di concentramento di Gonars, che fu uno dei campi italiani dove vennero internati gli abitanti di interi villaggi sloveni e croati e nei quali morirono di stenti migliaia di persone. “Oltre il filo” accompagna i bambini di allora in un viaggio nella memoria: i protagonisti riflettono sui propri traumi, quei segni invisibili che li hanno accompagnati nel corso della vita, rivedendo i disegni e i componimenti con cui raccontarono quella terribile esperienza.