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La Commissione Albo Odontoiatri sul dentista abusivo di Udine: «I cittadini segnalino presunti casi»

Sul caso del  falso odontoiatra scoperto dai Nas, interviene il dottor Ignazio Stella, presidente della Commissione albo odontoiatri (Cao) di Udine, fornendo indicazioni chiare ai cittadini.
«Per non rischiare di rivolgersi a un falso professionista, tutti i pazienti possono verificare su internet (anagrafica FNOMCeO) l’elenco degli iscritti all’Ordine dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri, oppure scrivere una mail all’Ordine per richiedere informazioni a riguardo – spiega -. Va precisato che, solitamente, in tutti gli studi è presente una targa che riporta il nome del professionista o del Direttore Sanitario nei casi di struttura complessa. In ogni caso il cittadino ha pieno diritto di richiedere direttamente al professionista le informazioni che desidera visto che il rapporto medico-paziente è comunque un rapporto fiduciario». 
Plaudendo all’operato dei Nas, Stella auspica una stretta collaborazione tra l’Ordine, le istituzioni e le forze dell’ordine ed esorta i cittadini a segnalare eventuali casi di presunto abusivismo all’Ordine, che, come organo sussidiario dello Stato, opera attivamente assieme ai Nas per tutelare la salute pubblica. «Si tratta proprio di questo – spiega Stella – ovvero di un problema di salute pubblica e di capire come un abusivo possa acquistare apparecchiature elettro-medicali e farmaci senza essere iscritto all’Ordine».
Al fine di sostenere l’indagine dell’Arma, l’Ordine sta valutando di costituirsi parte civile nel procedimento. Ma c’è di più. Il presidente Cao, infatti, tocca altri due fenomeni potenzialmente dannosi per la salute pubblica, già oggetto di un convegno tenutosi lo scorso novembre, che ha avuto come relatori il presidente della Cao nazionale Andrea Senna, il suo vice Nicola Cavalcanti e Emanuele Rampino. Il tema era il turismo dentale che definisce la nuova frontiera della
mal practice sanitaria e che vede tra i principali canali quello albanese e la pubblicità sanitaria “selvaggia”.
«Nel primo caso si stanno vagliando, a livello parlamentare, degli strumenti atti a contrastare il fenomeno – dice Stella –. Per quanto riguarda la pubblicità, questa dovrebbe fare informazione sanitaria e non promettere cure miracolose rimanendo nell’alveo del rispetto del codice deontologico e della legge. Non la pubblicità ma un confronto costruttivo con l’odontoiatra di fiducia dovrebbe guidare le scelte del paziente”.
Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, Stella sottolinea che su questo tema il codice deontologico è rimasto indietro rispetto alla legge attuale, ma annuncia che la Consulta Deontologia Nazionale, della quale lo stesso dottore è membro, sta lavorando alla riscrittura del nuovo codice deontologico, che entro il 2027 sarà ultimato con importanti aggiornamenti sul tema della corretta informazione sanitaria.