Dopo Kötschach-Mauthen, FIOM e FIM preoccupate per la Modine di Amaro e Pocenia

Lunedì scorso, la Modine, con una scarna comunicazione alle RSU di Amaro e Pocenia ha annunciato di aver deciso che lo stabilimento austriaco di Gailtail (Mauthen) sarà chiuso nei prossimi giorni, lasciando a casa 146 persone. Questa decisione neppure un anno dopo acquisizione da parte di Modine, della Luvata.

“Eravamo al corrente che lo stabilimento austriaco non navigasse in buone acque, ma una decisione così repentina e definitiva non era di certo da noi ipotizzabile – scrivono in una nota le segreterie provinciali di FIOM Cgil e FIM Cisl -. Con questo comunicato, oltre a dare tutta la nostra solidarietà ai lavoratori austriaci, con i quali siamo in contatto e con i quali organizzeremo eventuali iniziative, siamo a condannare l’atteggiamento dell’azienda dal punto di vista delle relazioni industriali, che aprono anche un grosso punto interrogativo sugli stabilimenti italiani. Se qualcuno pensa che nel giro di qualche giorno si possano chiudere gli stabilimenti senza colpo ferire, farebbe bene a cambiare atteggiamento. Dal punto di vista produttivo ed occupazionale, non possiamo accontentarci di rassicurazioni verbali. A questo punto siamo a richiedere un incontro ufficiale che faccia chiarezza sul progetto che Modine ripone sugli stabilimenti italiani. Siamo a chiedere che Modine indichi quali saranno gli investimenti; i prodotti; le ricadute occupazionali sugli stabilimenti italiani. Solo con questi elementi avremo la possibilità di esprimerci compiutamente. Non escludendo passaggi istituzionali, nei prossimi giorni convocheremo le assemblee nei due stabilimenti” concludono dal sindacato.

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