Ingiusta detenzione, Tondo alla Camera ricorda la figura dell’ex sindaco di Gemona Benvenuti

Nei giorni scorsi alla Camera è passato un emendamento promosso da Enrico Costa (Fi), che modifica il testo di legge sull’ingiusta detenzione. In pratica dà diritto anche a chi, da indagato, si era avvalso della facoltà di non rispondere, una volta assolto, di richiedere un risarcimento per essere stato incarcerato senza motivo. Un provvedimento sul quale la maggioranza gialloverde è andata sotto, di due voti, e che ha spinto il parlamentare tolmezzino del Gruppo misto Renzo Tondo (presidente di Autonomia Responsabile, nella foto di copertina) a ricordare, in Aula, la figura dell’ex sindaco di Gemona, Ivano Benvenuti, scomparso due anni fa.  

L’incontro del 2016 tra Benvenuti e il Presidente della Repubblica Mattarella

«L’emendamento Costa – ha detto Tondo – è un passo importante in una materia, quella della giustizia, nella quale spesso le forzature della magistratura inquirente hanno creato disagio e difficoltà. Voglio citare un caso a tal proposito, quello di Ivano Benvenuti, diventato sindaco a soli 32 anni, pochi mesi dopo il disastroso terremoto del 1976. Nonostante la giovane età, Benvenuti si è messo alla guida della sua cittadina, rimboccandosi le maniche e dando un contributo a quel “modello Friuli” nella ricostruzione diventato poi esempio nazionale». Dopo questa esperienza, ha ricordato Tondo, Benvenuti diventa assessore regionale. Sono gli anni di “mani pulite” e l’ex sindaco di Gemona viene accusato di corruzione”. 

«Fu arrestato alle 6 di mattina di un venerdì, davanti agli occhi atterriti della figlia, e lasciato in carcere per un mese, a cui si aggiunsero diverse settimane ai domiciliari. Contro di lui e contro il modello di ricostruzione post terremoto partì una gogna mediatica inaccettabile. Qualche anno dopo – ha continuato Tondo nel suo intervento alla Camera – fu assolto con formula piena, e Benvenuti riacquistò la sua dignità. Un caso che deve far riflettere sulle responsabilità politiche degli amministratori, che non possono permettere a persone per bene di restare per anni in balia della gogna mediatica. Chi ha sbagliato deve poter pagare. Per questo – chiude Tondo – credo che l’emendamento Costa sia positivo e vada nella giusta direzione, per ridare onore a chi ha rischiato di perderlo senza motivo».