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“Grazie!”: l’abbraccio di Gemona ai Vigili del Fuoco

Quando il bandierone tricolore è stato srotolato dalla torre del castello di Gemona, grazie all’acrobatica manovra di dieci vigili del fuoco operatori del servizio SAF (Speleo Alpino Fluviale) un applauso si è levato all’unisono dal sottostante Piazzale del Ferro. L’applauso degli oltre mille radunisti, arrivati da tutte le regioni d’Italia e quello della popolazione di Gemona e del Friuli, strettasi attorno a loro per ringraziarli dell’aiuto ricevuto dopo il sisma del 1976.

Un gesto condiviso che ha dimostrato il saldissimo rapporto di amicizia e riconoscenza reciproca tra la gente friulana e i “pompieri”. Era proprio questo il senso voluto dalla Associazione Nazionale Vigli del fuoco del Corpo Nazionale quando ha fissato qui e a Udine la sede del 29° raduno nazionale, che ha visto il culmine dalla quattro giorni friulana nella sfilata di domenica 7 giugno lungo le vie della capitale del terremoto del ’76.

I convenuti si sono ritrovati nella balconata di Piazzale del Ferro che si affaccia sul Friuli oggi verdeggante e cinquant’anni fa devastato e pieno di macerie, prima di sfilare lungo le vie del centro. Tra di loro anche rappresentanti delle delegazioni estere di coloro che parteciparono ai soccorsi post terremoto: Austria, Slovenia, Croazia, Usa. Per tutti gli applausi dei cittadini e i “grazie” gridati spontaneamente di chi o direttamente o per i racconti dei propri cari, ha visto i Vigili del fuoco adoperarsi anche a mani nude tra queste stesse vie cinquant’anni fa.

“Eravamo più giovani cinquant’anni fa e abbiamo condiviso assieme il filo rosso del dolore e della speranza”, ha detto durante la cerimonia che ha dato il via alla sfilata il Presidente dell’Associazione Nazionale Enrico Marchionne, “provammo sentimenti tali da indurre un vigile del fuoco per tutti a scrivere «I Vigili del fuoco hanno visto, hanno pianto, uno per tutti». Come allora anche oggi, i Vigili del fuoco ci saranno sempre a condividere dolore e speranza con chi ne avrà bisogno”.

Il sindaco di Gemona Roberto Revelant, accompagnato dai colleghi del “cratere” del sisma, ha ringraziato a nome di tutti: “I vigili del fuoco che hanno visto la distruzione totale, la morte di tante persone, ma che hanno dato la vita a chi la credeva persa; i vigili del fuoco hanno pianto, probabilmente senza darlo a vedere perché dovevate dare speranza e infine Uno per tutti avete dato forza, quella forza che spinge a soccorrere chi ne ha bisogno. Gemona è casa vostra, il Friuli è casa vostra”.

“Il messaggio che parte da qui è un messaggio di coesione e di rispetto per chi veste una divisa e rischia la propria vita per salvare il prossimo – ha affermato l’assessore regionale Barbara Zilli -. Viviamo in questo 50mo anniversario del sisma del 1976 una dimensione doverosa di ricordo, ma anche una prospettiva di futuro, fatta di sinergia e solidarietà, che coinvolge i tanti giovani presenti oggi, attenti e consapevoli che il Friuli è ciò che è grazie anche alla grande opera e al sacrificio dei Vigili del fuoco”.