Fipe Confcommercio FVG: «Attività stravolte, per salvarci servono indennizzi immediati»

Riceviamo e pubblichiamo una nota di FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) Confcommercio FVG.

 

Sono passati oltre dieci mesi da quando le nostre attività sono state stravolte. Ristoranti, bar, pizzerie, paninoteche, gelaterie chiusi oppure aperti con orari e limiti che impediscono a molte realtà di lavorare in maniera proficua.

Siamo disorientati, la preoccupazione ha lasciato spazio alla paura: paura di non essere più in grado di riaprire tra qualche mese l’attività, paura per la tenuta dell’azienda che nei prossimi anni dovrà sobbarcarsi comunque i debiti contratti in questi mesi, paura per la tenuta sociale e il futuro delle nostre famiglie e dei nostri dipendenti.  

Dietro a molti dei nostri locali c’è la storia del Friuli Venezia Giulia, ci sono le tradizioni di questo territorio, la fatica di generazioni, la valorizzazione di prodotti e produttori locali.  La politica nazionale – quella regionale non possiamo negare ci abbia interpellato costantemente e teso una mano – si è limitata a classificarci come “attività non indispensabili”, provvedendo a ristori irrisori, arrivati sempre con estremo ritardo e con la cassa integrazione per i nostri dipendenti che arriva a singhiozzo.   

Siamo con le spalle al muro, consci che i prossimi mesi ci riserveranno ancora chiusure e importanti restrizioni. A fronte di tanto disagio e di tanta preoccupazione, comprendiamo la rabbia di chi propone iniziative di protesta, ma come associazione di categoria non possiamo spingere i nostri associati al mancato rispetto delle regole, mettendoli a rischio sanzioni e chiusure. Senza contare che aperture forzate e i locali pieni potrebbero prestare il fianco a chi da mesi cerca di farci passare per “irresponsabili” e “untori”. 

Serve restare uniti, dimostrare consapevolezza della situazione e non alimentare conflitti all’interno della categoria, mettendo gli esercenti gli uni contro gli altri come alcuni stanno cercando di fare per proprio personale tornaconto. Allo stesso modo, ed è per questo che ci stiamo muovendo: vanno pretesi indennizzi che ripaghino la categoria degli sforzi degli ultimi mesi, consentendo alle nostre aziende di restare vive, in attesa di riaperture definitive.

 

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