Fedriga ritira l’ordinanza 41 e chiede serietà nella collaborazione istituzionale

“Assumiamo la decisione di ritirare l’ultima ordinanza regionale – siglata due giorni in maniera coordinata con Veneto ed Emilia-Romagna – alla luce di una scelta del Governo che penalizza in maniera ingiusta e per molti aspetti incomprensibile il Friuli Venezia Giulia”.

Lo ha detto oggi a Trieste il governatore Massimiliano Fedriga intervenendo sulla scelta del governo di classificare la regione da zona gialla a zona arancione relativamente al regime di misure anti Covid.

Il rapporto di collaborazione, come ha spiegato il governatore, che si era rafforzato con l’Esecutivo nazionale nei giorni scorsi, anche sulla base degli indicatori oggettivamente in miglioramento sull’emergenza in Fvg, è stato disatteso “non da una scelta politica capace di valutare tutti i fattori in campo (salute, economia e lavoro), ma da un metodo di elaborazione incompreso persino dal gruppo tecnico-scientifico della Regione”.

Anche per questo motivo Fedriga richiederà una convocazione della Conferenza delle Regioni al fine di avanzare in maniera collegiale questa necessità di trasparenza, “che, se disattesa, rischia di violare il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini”.

Entrando nel tecnico il governatore ha ribadito che sui parametri fondamentali (la capacità di ospedalizzazione in terapia intensiva e negli altri reparti Covid e l’indice Rt) il Friuli Venezia Giulia, anche sulla base di valutazioni di enti indipendenti, risulta essere una delle regioni meno in difficoltà rispetto a molte altre.

Da parte sua il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, a seguito della decisione del Governo, ha parlato anche di un rischio di “demotivazione da parte di tutti coloro che si prodigano all’interno del Sistema sanitario regionale per fare in modo che i risultati del contrasto alla pandemia mantengano la regione all’interno di una valutazione complessiva coerente con la realtà”.

Concludendo Fedriga, dopo aver fatto appello al senso di responsabilità dei cittadini nell’osservare le misure di prevenzione, ha rimarcato il concetto che non può essere un algoritmo a decidere sulle vite delle persone, “ma a farlo deve esserci un’istituzione capace di prendersi le responsabilità delle scelte, come ha fatto la Regione con l’ultima ordinanza restrittiva che però, di fronte allo sconcertante comportamento assunto dal Governo, non può – ha concluso – che essere ritirata”.

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