Emergenza abitativa anche in Friuli Venezia Giulia: quasi 1000 sfratti nel 2017

Anche in Friuli Venezia Giulia è emergenza abitativa: i dati forniti dal ministero degli Interni sugli sfratti nel 2017, non fanno sconti neppure alla nostra regione. Delle 59mila 600 sentenze di esecuzione emesse lo scorso anno – e per il 90% imputabili a morosità -, 978 riguardano il Friuli Venezia Giulia. Numeri allarmanti – evidenziati dalla Cisl Fvg e dal Sindacato degli inquilini Sicet – che addirittura potrebbero essere ancora più alti stante il fatto che numerose province, tra cui Udine, hanno fornito dati incompleti.

“Siamo di fronte – commentano per la Cisl regionale, Arturo Pellizzon, e per il Sicet, Giorgio Gortani – ad un fortissimo disagio trainato dalla diseguaglianza economica, e che oramai non colpisce più solo le grandi città, ma anche i centri medi e piccoli se si considera che, a livello nazionale, 33mila sfratti sono avvenuti in comuni non capoluogo di provincia”. Ad aggravare il quadro, il dato per cui oltre 32mila sfratti sono stati resi esecutivi attraverso l’uso della forza pubblica. “E’ chiaro che le tabelle del ministero ci consegnano un paese e una regione dove l’emergenza abitativa affligge chi oggi è nella povertà, e la morosità incolpevole fotografa la netta correlazione con la mancanza di lavoro o di un reddito adeguato, come conferma pure l’incidenza dei provvedimenti tra Nord e Sud Italia”. “E’ necessario – secondo la Cisl– affrontare tale situazione, non come fatto finora nell’ottica dell’emergenza e con spreco di risorse, ma con una politica seria ed organica, perché, altrimenti, i 20 milioni di euro stanziati dal Governo per il biennio 2019-2020 per il Fondo Affitto potranno fare ben poco. Allo stesso modo si dovrà agire con cautela, perseguendo gli abusi veri e propri, ma distinguendoli dalle situazioni di disagio dovute a povertà, mancanza di lavoro, carenza di politiche pubbliche sulla casa.

Quanto al Friuli Venezia Giulia, pur non mancando buone pratiche come l’housing sociale, è tempo di dar forza a provvedimenti orientati al recupero e riuso a fini abitativi del patrimonio immobiliare pubblico e privato in modo da aumentare l’offerta di alloggi a canone sociale. “Crediamo sia necessario ed urgente – rilanciano Pellizzon e Gortani, appellandosi anche a Cgil e Uil – incontrare l’assessore Graziano Pizzimenti, per analizzare la situazione alla luce del disegno di legge della Giunta, che punta a modificare la riforma delle politiche abitative, portando, in primo luogo, da 2 a 5, gli anni minimi di residenza in regione per accedere ai contributi di edilizia agevolata, ricevere un bonus per l’affitto o acquisire il diritto a occupare un alloggio Ater.

Ad imporre, inoltre, anche al Sindacato, di tenere alta l’attenzione sul tema, si aggiunge non solo la recente circolare dello stesso ministero, che – da un lato – inaugura una stretta sulle occupazioni abusive degli immobili, prevedendo tempestività nell’esecuzione degli sgomberi, e – dall’altro – segnala anche la necessità, a fronte della difficoltà di accertare le singole situazioni,  di un censimento degli occupanti (da condurre assieme ai servizi sociali comunali e ai soggetti del privato sociale) per misurare le ricadute sul piano sociale e su quello della sicurezza pubblica derivanti dall’esecuzione dello sgombero.

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