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Edilizia, dai sindacati Fvg l’allarme su retribuzioni e lavoro nero

Stop alla proroga per i Durc dei lavoratori edili, che devono tornare ad avere certezze sulla regolarità delle retribuzioni e dei versamenti retributivi. A chiederlo sono i sindacati dei lavoratori edili, mobilitati anche in Friuli Venezia Giulia contro l’emendamento alla legge di conversione del decreto Rilancio che estende all’intero 2020 la validità dei Durc (Documento unico di regolarità contributiva) presentati dalle aziende fino al 31 gennaio 2020. «Se la proroga dei Durc fino al 15 giugno era giustificato dall’emergenza Covid-19 – spiegano i segretari regionali Emiliano Giareghi (Fillea-Cgil), Luciano Bettin (Filca-Cisl) e Massimo Minen (Feneal-Uil) – è invece privo di qualsiasi giustificazione il colpo di mano con cui viene ulteriormente prolungata, cancellando una norma del Decreto Rilancio (comma 1 dell’articolo 81, ndr) che era stato il frutto del confronto tra Governo e parti sociali».

Da qui l’avvio della mobilitazione contro una misura che, di fatto, consente alle imprese di operare senza garanzie sulla regolarità dei versamenti all’Inps, all’Inail e al sistema delle casse edili, quindi sulla copertura previdenziale, assicurativa e anche retributiva di chi lavora nel comparto, «con ripercussioni potenzialmente pesantissime – rimarcano ancora Giareghi, Bettin e Minen – non soltanto per quasi 10mila operai edili, ma anche a danno delle aziende virtuose, che rappresentano la stragrande maggioranza delle 1.800 imprese di costruzione attive in regione». L’allarme dei sindacati è legato anche alla tenuta del sistema bilaterale che fa capo alle Casse, cui competono prestazioni molto importanti come la cassa integrazione edile, erogata per le giornate retributive perse a causa del maltempo, le ferie, i permessi, i ratei di tredicesima. In un comparto dove il ruolo degli enti bilateriali è così sviluppato e fondamentale, infatti, sono più elevati i rischi di una riduzione dei flussi contributivi da parte delle aziende. E cresce il livello di rischio anche nella filiera degli appalti, dal momento che il Durc rappresenta il passaporto per la partecipazione alle gare pubbliche: «Non sarà così proseguendo di proroga in proroga – denunciano le segreterie regionali degli edili – e consentendo in questa maniera alle aziende irregolari di competere fianco a fianco con quelle virtuose».

I sindacati chiedono un dietrofront in sede di votazione finale della legge di conversione alla Camera, e a sostegno delle loro richieste sono pronti a scendere in piazza anche in regione, in concomitanza con l’avvio della discussione in aula del decreto Rilancio, prevista a partire da lunedì 6 luglio. «Questo – concludono Giareghi, Bettin e Minen – per ristabilire da subito nel settore adeguate garanzia a tutela dei lavoratori, delle imprese sane e contro la crescita del sommerso, del lavoro nero e dell’illegalità nel settore».