Doppio appuntamento a Malborghetto: l’alpinismo di Piussi incontra la musica del Novecento
Due serate, due differenti percorsi artistici e un’unica cornice: Palazzo Veneziano. Malborghetto si prepara ad accogliere un doppio appuntamento nel quale la musica si intreccerà prima con la storia dell’alpinismo e delle terre alte, poi con le sonorità e le contaminazioni che hanno attraversato il Novecento.
Il primo evento è in programma giovedì 30 luglio, alle 20.45, con lo spettacolo “L’armonia del montanaro e l’alpinismo di Ignazio Piussi”, concerto per voce recitante e pianoforte ideato e interpretato da Natalia Ratti. La serata è organizzata dalla Pro Loco Il Tiglio con il patrocinio della Comunità di montagna Canal del Ferro e Val Canale.
Al centro dello spettacolo ci sarà la figura di Ignazio Piussi, uno dei più importanti e visionari alpinisti italiani del secondo Novecento, protagonista di ascensioni entrate nella storia sulle Alpi Giulie, sulle Dolomiti e in Patagonia. Tra le sue imprese figurano la direttissima alla parete nord-ovest del Civetta e la salita della parete nord della Torre di Babele.
Il racconto non si concentrerà soltanto sulle imprese sportive, ma cercherà di restituire il legame profondo tra Piussi e la montagna. Prima di diventare una leggenda dell’alpinismo, la sua quotidianità era infatti scandita dal lavoro in malga e in miniera, dalla caccia e dalla cura dei pascoli e dei boschi.
Piussi rappresentava una forma antica e autentica di armonia tra l’uomo e l’ambiente naturale, fondata sulla fatica, sul rispetto e su quella saggezza maturata attraverso l’esperienza. Per lui scalare non era una conquista da esibire, ma il naturale prolungamento del proprio essere montanaro.
A ripercorrerne la vita e le imprese sarà Natalia Ratti, pianista e musicista professionista con una profonda passione per le terre alte. Nei suoi spettacoli l’artista unisce la narrazione teatrale alla forza evocativa del pianoforte, trasformando diari, lettere e memorie dei protagonisti dell’alpinismo in racconti musicali.
Le parole dedicate a Piussi si alterneranno alle composizioni di Johannes Brahms, Ludwig van Beethoven, Felix Mendelssohn, Pëtr Il’ič Čajkovskij e Leoš Janáček, dando forma a un ritratto nel quale la roccia, la memoria e la musica classica si fondono in un’unica voce.
La sera successiva, venerdì 31 luglio alle 20.30, Palazzo Veneziano ospiterà invece una nuova tappa di Carniarmonie, con il Quartetto di Sassofoni Accademia e il pianista Francesco Nicolosi.
Il concerto proporrà un viaggio attraverso la musica del Novecento, secolo nel quale il linguaggio classico si è aperto a nuove influenze, incontrando il jazz, le tradizioni popolari, il cinema e i ritmi provenienti da altri continenti.
Il Quartetto di Sassofoni Accademia, formato da Gaetano Di Bacco, Enzo Filippetti, Giuseppe Berardini e Fabrizio Paoletti, è una delle formazioni più apprezzate del panorama concertistico. L’ensemble si distingue per la compattezza del suono e per la capacità di attraversare repertori molto diversi, valorizzando le possibilità timbriche ed espressive del sassofono.
Il programma si aprirà con il “Cuarteto Latinoamericano” di Aldemaro Romero, composizione ricca dei ritmi e dei colori dell’America meridionale. Seguirà “Scaramouche” di Darius Milhaud, celebre suite caratterizzata da una vivace energia e da marcate influenze brasiliane.
Spazio anche a “Quattro pezzi” di Nino Rota, nei quali emerge la sensibilità narrativa e cinematografica del compositore italiano.
Il momento conclusivo vedrà il Quartetto di Sassofoni Accademia incontrare il pianoforte di Francesco Nicolosi nel “Gershwin Medley”, omaggio a George Gershwin e alla sua celebre Rhapsody in Blue. Le sonorità del jazz, l’energia del musical americano e la tradizione classica si uniranno così nel momento culminante della serata.
Il doppio appuntamento offrirà quindi due modi differenti di vivere Palazzo Veneziano: giovedì attraverso il racconto intimo ed epico di un grande uomo della montagna, venerdì con un percorso musicale capace di attraversare l’Europa e le Americhe, abbattendo i confini tra generi e tradizioni.
