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Dopo Udine, anche Gorizia ospiterà in primavera il concerto di Roberto Vecchioni

A distanza di cinque anni dall’ultimo lavoro discografico (“Io non appartengo più” del 2013), Roberto Vecchioni, il professore della musica italiana, è tornato con un nuovo album dal titolo “L’infinito”, pubblicato lo scorso 9 novembre, lavoro che ha ottenuto da subito il favore di pubblico e critica. Un nuovo traguardo per una delle figure più autorevoli della musica italiana, a cui ne seguirà un altro, perché Vecchioni porterà questo nuovo lavoro in tour nelle principali città d’Italia. Dopo la data già annunciata a Udine dell’11 aprile, il cantautore aggiunge oggi un secondo concerto in Friuli Venezia Giulia, in programma il prossimo 27 marzo al Teatro G. Verdi di Gorizia, con inizio alle 21.00. I biglietti per questo nuovo appuntamento, organizzato da Associazione Assoeventi, in collaborazione con Fondazione CARIGO e Comune di Gorizia, sono già in vendita sul circuito Ticketone. Tagliandi disponibili anche a breve anche sul circuito VivaTicket e alle biglietterie del teatro. Tutte le info e i punti vendita autorizzati Ticketone su www.azalea.it .

Ad impreziosire la presenza del professor Vecchioni a Gorizia anche l’evento che si terrà il giorno precedente – 26 marzo, sempre al Teatro Verdi con inizio alle 17.00 – in cui il cantautore terrà una lectio magistralis sul cantautorato italiano, appuntamento a ingresso libero rivolto agli studenti delle scuole medie superiori e del Dams – Università di Gorizia.

L’infinito”, il nuovo album di Roberto Vecchioni, contiene l’eccezionale ritorno sulla scena musicale di Francesco Guccini che, per la prima volta, duetta con Vecchioni nel singolo “Ti insegnerò a volare”, ispirato al grande Alex Zanardi, in rotazione radiofonica dal 6 novembre. Due padri della canzone d’autore si rivolgono alle nuove generazioni, in un periodo in cui tutto si dissolve nella liquidità e nella precarietà culturale, invitandole a sfidare l’impossibile. La storia del campione è la metafora della “passione per la vita che è più forte del destino”. “Questo brano – racconta Vecchioni – si specchia direttamente in quella che è stata chiamata la “canzone d’autore” e che non c’è, non esiste più dagli anni ’70. In realtà l’intero disco è immerso in quell’atmosfera perché là è nato e successo tutto. Là tutto è stato come doveva essere, cioè immaginato, scritto e cantato alla luce della cultura, semplice ed elementare oppure sottile e sofisticata, ma comunque cultura. Forse per questo Francesco Guccini (che ho fortemente voluto nel mio disco per quello che rappresenta, e lo ringrazio ancora di esserci stato), ha scelto di cantare con me”.

Un passaggio di testimone per una nuova “resistenza” che sceglie mezzi analogici: solo cd e vinile senza piattaforme streaming e download, una scelta coerente al progetto discografico che indica la volontà di non trattare la musica come prodotto di consumo veloce, scaricabile con un click, di non decontestualizzare l’ascolto del singolo brano, parte integrante della narrazione che tiene insieme ritratti diversi, da Alex Zanardi a Giulio Regeni, dalla guerrigliera curda Ayse a Leopardi, che l’autore accomuna nell’amore per la vita. Un album manifesto, “non 12 brani – come spiega ancora Vecchioni – ma un’unica canzone divisa in 12 momenti, in una dimensione temporale verticale che rinvia al tema dalle suggestioni letterarie: la necessità di trovare l’infinito al di qua della siepe, dentro noi stessi. L’album è il frutto della collaborazione di un team d’eccezione, Lucio Fabbri (produzione artistica): pianoforte, piano elettrico, organo Hammond, violino, viola, fisarmonica, basso elettrico e chitarra elettrica; Massimo Germini: chitarra classica e acustica, chitarra 12 corde, mandolino, bouzouki, ukulele, liuto cantabile; Marco Mangelli: basso fretless;Roberto Gualdi: batteria e percussioni.