Dalla Carnia un canto inedito sulla tragica campagna di Russia

Nell’ambito delle presentazioni del libro “Il fronte russo nelle lettere di un Alpino della Julia” di Stelio Dorissa, è stato proposto un canto inedito con musica del maestro Giuseppe Peresson e parole di Bepo Ponte di Arta Terme.
Il pezzo si intitola “Torment da Russie” e bene si contestualizza con le vicende narrate nel libro di Dorissa, ossia la tragica campagna di Russia durante la seconda guerra mondiale.
E’ il dialogo tra un soldato al fronte e la fidanzata; uno scambio di promesse all’amata, che si realizzeranno al ritorno dalla Russia, ove le tant freit…
Il canto, registrato nei primi anni ’70, interpretato dalla voce baritonale di Fiorenzo De Colle con accompagnamento al pianoforte del maestro Arnaldo De Colle, ha catturato l’interesse e l’ammirazione dei presenti alle diverse serate, divenendo una vera e propria “colonna sonora” degli incontri.
Fiorenzo e Arnaldo De Colle sono i fondatori del Coro Peresson di Piano Arta, conosciuto in tutto il mondo, piu’ volte premiato per la indiscussa bravura e divenuto uno dei simboli della nostra terra, quale fedele interprete di usi e tradizioni della Carnia.
Il Coro Giuseppe Peresson è nato per libera e autonoma iniziativa di alcuni giovani appassionati di musica e di canto corale, residenti a Piano d’Arta.
La nuova istituzione assunse la denominazione Coro Giuseppe Peresson, in omaggio al compaesano musicista non vedente scomparso il 26 giugno 1959 all’età di 86 anni.
Animato da encomiabile zelo e passione, sotto la guida del giovane direttore Arnaldo De Colle, il neo costituito coro a voci miste si è esibito in pubblico dopo appena tre mesi, nella sala del teatro parrocchiale, presentando una dozzina di villotte tra le più belle e significative del repertorio friulano.
Pian piano vi fu l’inserimento di coristi provenienti da altre frazioni del Comune di Arta e successivamente le adesioni giunsero anche da altre località della Valle di San Pietro di Carnia.
Nel corso degli anni, al repertorio tradizionale friulano si aggiunsero canti di altre regioni. E non a caso, perché la varietà e l’ampiezza del repertorio avevano uno scopo ben preciso: qualsiasi brano, ogni nuova esperienza doveva servire per dare al Coro qualcosa di nuovo e di stimolante, sotto l’aspetto della sensibilità, della vocalità e soprattutto della musicalità.
Un Coro con grande comunicativa, che sa creare ammirazione e simpatia in ogni occasione, in decenni di attività, siano esse viaggi, rassegne, concorsi, dischi, registrazioni radiofoniche e televisive, premi, diplomi.
Il ritornello del canto “Torment da Russie” è molto suggestivo e così testualmente recita: Le tant freit in cheste Russie / a samee di glace un mar / ma il fuc da la mitrae / mi ricuarde il fogolar / Fogolar di che cjasute / dolce flame di amor / scjalde almancul la me frute / e io pensi al so calor (C’e’ tanto freddo in questa Russia / sembra un mare di ghiaccio / ma il fuoco della mitraglia / mi ricorda il focolare / focolare di quella casetta / dolce fiamma d’amore / scalda almeno la mia bambina / e io penso al suo calore).
Di Bepo (Giuseppe) Ponte, che ha vergato queste dolci e toccanti parole, non si hanno notizie certe.

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