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Dalla Carnia l’idea di portare il Giro d’Italia in Giappone

di BRUNO TAVOSANIS

Immagine-0951La Carnia Classic Fuji-Zoncolan ha fatto scuola. A quanto pare è in fase avanzata l’ipotesi di portare in Giappone il Giro d’Italia 2017, in quella che sarà l’edizione numero 100.
Ne parla il periodico belga “Sport/Voetbalmagazine“, che nel suo servizio cita espressamente la gran fondo ciclistica disputata a fine agosto a Tolmezzo.
In quell’occasione, infatti, nacque la collaborazione fra gli organizzatori dell’Asd Carnia Bike e la Prefettura di Shizuoka, con regista Enzo Cainero, l’uomo che ha portato il Giro d’Italia sullo Zoncolan rendendolo in pochi anni un mito per gli appassionati di ciclismo di tutto il mondo.
Non a caso un anno fa erano stati gli stessi giapponesi, innamoratisi della salita carnica dopo averla ammirata in televisione nel corso delle tappe rosa disputate dal 2003 al 2014, a contattare Cainero per sviluppare una sinergia che, partendo dal ciclismo, approdi ad uno stretto rapporto in ambito turistico-commerciale fra le due regioni.
007Così ad agosto, in occasione della Carnia Classic Fuji-Zoncolan, era giunto in Alto Friuli il vicegovernatore Takashi Namba, che ha avuto un primo colloquio con Sergio Bolzonello, vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia, oltre che assessore alle attività produttive ad al turismo. Una partnership consolidatasi la scorsa settimana con la lettera di intenti sottoscritta a Trieste dalla presidente Debora Serracchiani e dal governatore di Shizuoka Heita Kawakatsu, nella quale vengono citati gli scambi relativi agli eventi destinati ai ciclisti amatoriali (il prossimo anno saranno i carnici ad essere ospitati in occasione della gran fondo in programma sul Fuji, il monte sacro del Giappone), la collaborazione per altri eventi sportivi, per il turismo e, in futuro, anche per altri settori.

Sull’argomento è intervenuto oggi il direttore del Giro Mauro Vegni, che a Cycling Weekly ha affermato come la partenza dal Giappone nel 2017 sia impossibile, essendo i tempi troppo ristretti, perché bisogna cercare gli accordi con la squadre e l’Unione Ciclistica Internazionale. Vegni ha aggiunto che la sua volontà è di far svolgere il Giro del Centenario interamente in Italia.
Il direttore della corsa rosa poi aggiunge: “Il Giappone è troppo lontano, i ciclisti ed il resto della carovana dovrebbero superare le otto ore di jet-lag e recuperare da un volo di 22 ore, visto che non ci sono voli diretti. Quanti giorni in più di riposo avremmo bisogno di avere solo per tornare? Almeno due. Già quest’anno per l’inizio in Olanda, ho dovuto spingere al massimo per ottenere un giorno in più”.