Da Confindustria Udine un bonus bebè da 1000 euro a dieci famiglie della provincia

Dieci bambini nati il primo gennaio in provincia di Udine uguale 10mila euro, ovvero mille euro per ciascuna delle dieci famiglie. È in questa semplice equazione che si quantifica l’ammontare del Bonus Bebè di Capodanno stanziato da Confindustria Udine per dare un segnale di attenzione alla comunità e al territorio provinciale, supportando le famiglie dei bambini venuti alla luce il primo giorno del 2021. 

Del resto, il problema della denatalità rappresenta già oggi – a maggior ragione in prospettiva – una seria ipoteca sulla sostenibilità sociale ed economica del territorio. In Friuli Venezia Giulia, al primo gennaio 2020, il numero di residenti era pari a 1.211.357 unità, 4.180 in meno rispetto all’anno precedente e circa 18mila in meno rispetto a sei anni fa. Il calo osservato nell’ultimo anno in FVG si è peraltro concentrato principalmente nella provincia di Udine (-2.758 unità, pari a -0,52%). 

Anna Mareschi Danieli

Ecco, allora, che un gesto simbolico come questo del Bonus Bebè (anche se nulla vieta possa diventare sempre più concreto in futuro) assume la tangibile riprova dell’intenzione degli Industriali friulani di non volersi limitare ad accendere i riflettori sul problema della natalità e sulle sue conseguenze, ma anche di agire concretamente e fattivamente per supportarla, pur con un piccolo gesto.  

“Lo scopo dell’iniziativa di Confindustria Udine – sottolinea la presidente Anna Mareschi Danieli è anche e soprattutto quello di contribuire a promuovere una riflessione generale e rinnovare lo sprone del mondo produttivo al decisore pubblico, affinché, a tutti i livelli, le politiche di sostegno alla famiglia e alla natalità figurino in cima all’agenda di governo, prima che sia troppo tardi. Per misurare effetti efficaci in proiezione futura, infatti, servono scelte forti fatte ora e destinate a durare nel tempo”.

L’auspicio finale degli Industriali friulani è che, lasciandoci alle spalle un 2020 tanto complesso quanto drammatico, anche questa piccola iniziativa possa rappresentare un segnale di speranza proiettato sul 2021. Si avverte davvero il bisogno che le culle vuote tornino a riempirsi dei friulani di domani: un messaggio di rinascita per l’intera nostra società, così duramente colpita dalla pandemia.

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