Coronavirus, nuovo appello a comprare il latte fresco friulano e i prodotti locali trasformati

“Comprate il latte fresco friulano; comprate i prodotti locali freschi”: l’appello, a gran voce, arriva da Fai Cisl, Flai Cgil,  Uila Uil del Friuli Venezia Giulia, in allarme per il calo delle vendite soprattutto di latte e prodotti freschi derivati dalla sua trasformazione, registrato in questo periodo. La corsa agli acquisti dettata dal Coronavirus sta, infatti, privilegiando i surgelati e/o i prodotti a lunga conservazione a scapito delle filiere corte e dei loro addetti. “Quando andiamo a fare la spesa – raccomandano i rappresentanti delle tre sigle sindacali – ricordiamoci che dietro i prodotti freschi ci sono aziende che trasformano avvalendosi di persone che lavorano quotidianamente e che vanno sostenute e tutelate, e che ogni alimento fresco genuino è il risultato di una filiera straordinaria, che va dalla stalla alla trasformazione finale”. Mai come oggi è fondamentale salvaguardare l’occupazione e il reddito di tutti gli operatori che, nonostante l’emergenza, devono comunque continuare a lavorare, sapendo che nelle stalle le vacche vanno alimentate e governate ogni giorno. I nostri acquisti – sostengono Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – possono, dunque, fare la differenza e aiutare un settore che già da tempo paga una contrazione nei consumi e che oggi deve fare i conti anche con la chiusura di bar e ristoranti decretata dalla recente ordinanza del Governo sul lockdown. L’appello di Fai, Flai e Uila si unisce a quello dei giorni scorsi dei produttori e degli allevatori. “Il problema – concludono le organizzazioni sindacali – è che il prezzo del latte è crollato vertiginosamente in pochi giorni e che non è possibile fare giacenze dell’invenduto: occorre garantire, dunque, più che mai il consumo del fresco, tenendo anche conto che oggi, grazie alle tecniche di trasformazione, anche i freschi hanno, a vantaggio dell’acquirente, una vita piuttosto lunga.

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