Addio a Tiziano Dalla Marta, partigiano, sindaco di Tolmezzo e voce della Carnia

Ad un anno circa di distanza dalla scomparsa di Romano Marchetti (31 marzo 2019), ci ha lasciato ieri sera uno dei più illustri rappresentanti della Resistenza carnica, l’Arch. Tiziano Dalla Marta, classe 1922.
Partigiano e antifascista durante l’intera sua esistenza, Dalla Marta faceva parte del Comitato d’onore dell’ANPI provinciale ed oltre che amministratore pubblico (Sindaco di Tolmezzo dal 1965 al 1975, precedentemente di Prato Carnico 1951-56) era un uomo di grande cultura (artista e scrittore  di valore).
L’Anpi perde un testimone importante della Lotta di Liberazione e delle vicende socio-politiche del dopoguerra. E’ una perdita grave per la Carnia. Fin quando ha potuto, Dalla Marta dava il suo contributo di pensiero e di azione per la soluzione dei problemi della montagna carnica: importante la sua partecipazione alla manifestazione per la salvaguardia del Tribunale di Tolmezzo. Lucido fino a poco tempo fa, discuteva dei problemi di attualità con i suoi visitatori. Fervente credente, fin quando ha potuto si recava accompagnato alla messa domenicale in Duomo.

“Viste le condizioni attuali non potremo salutarlo come avremmo voluto partecipando ai funerali, che si svolgeranno in forma riservata, e ci impegniamo a rendergli omaggio non con una iniziativa pubblica con le varie istituzioni locali, non appena sarà possibile”, dice Pasquale D’Avolio, presidente della sezione ANPI Tolmezzo, che si fa portavoce anche dell’ANPI provinciale di Udine.

Dalla Marta è stato ricordato anche dal sindaco di Tolmezzo Francesco Brollo: “Volle, fortissimamente volle, l’insediamento della Seima, oggi Automotive Lighting a Tolmezzo nel 1969. Architetto, artista, partigiano, amministratore, ricordo che venne a congratularsi con me quando fui eletto nel 2014 e gli fece piacere trovare nell’ufficio del sindaco il suo quadro raffigurante San Martino, patrono di Tolmezzo. Battagliero lo fu anche, accanto a Romano Marchetti, quando il governo chiuse tribunale e procura: lo ricordiamo seduto sotto il portico all’ingresso del palazzo di giustizia a portare le ragioni della giustizia di prossimità! È triste non poter andare a rendergli un saluto, ma deve essere ancora più triste per i familiari (come per tutti coloro che in questo momento perdono una persona cara) che ho chiamato per porgere le condoglianze della nostra comunità, non poter accompagnarlo con una cerimonia funebre. Ma è così, all’epoca del corona virus. Avremo modo di celebrarne il ricordo – ho appena sentito a riguardo per questo i miei predecessori Piutti, Tondo, Cuzzi, Zearo – al termine dello stato emergenzale in cui ci troviamo”.

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