Coronavirus, grido di allarme dall’autotrasporto regionale

Dopo un periodo di relativa stabilità, che si è protratto fin quasi alla fine di febbraio, l’autotrasporto friulano comincia a risentire pesantemente del rallentamento dell’economia, specie nel nord Italia ma anche all’estero.

Secondo le prime stime, dichiara il presidente della categoria Trasporto e Logistica di Confapi FVG, Denis Durisotto “nelle due settimane a cavallo tra febbraio e marzo si è verificato un calo approssimativo del 20% dell’attività di traffico in rapporto allo stesso periodo del 2019 e le imprese, opportunamente, già stanno avanzando le richieste di Cassa Integrazione. E’ chiaro che se la situazione dovesse aggravarsi e prolungarsi nel tempo l’intero sistema trasportistico regionale potrebbe uscirne gravemente compromesso.”

Infatti si registra già un blocco delle spedizioni via mare dall’Asia, tanto che arriverà soltanto la merce che si trova in viaggio, mentre le nuove partenze sono bloccate e le navi ferme; nel Veneto alcuni autoporti sono fermi o lo potranno essere a breve; le relazioni di traffico su strada con l’estero se verso l’Europa Centro Occidentale ancora non risentono dell’emergenza, presentano criticità quelle con i Paesi dell’Europa Centro Orientale.

“Un’altra preoccupazione è che la cosiddetta Zona rossa possa essere estesa ad altre parti della Lombardia e del Veneto, dove intensissima è la movimentazione delle merci, con la conseguente impossibilità di eseguire operazioni di carico e di scarico – dice Durisotto -. In sede nazionale la nostra Confederazione ha ottenuto un primo risultato ossia la deroga per i viaggi di transito dai divieti di percorrenza della Zona rossa. Ma questo non sarebbe più sufficiente se dette aree dovessero essere estese; ciò soprattutto in relazione alla discutibilissima pratica invalsa in numerosi committenti, in Italia e all’estero, di richiedere dichiarazioni al personale conducente di non aver operato nelle aree a rischio. Dev’essere chiaro che le imprese di trasporto – continua il Presidente Durisotto – applicano modelli organizzativi e prassi operative tali da escludere contatti tra persone anche in operazioni di carico e scarico e che la circolazione delle merci non può essere assimilata a quella delle persone. E’ indispensabile – conclude Durisotto – che accanto alle misure di ordine sanitario, venga restituita subito fiducia all’economia con una attiva opera di corretta informazione sulla movimentazione delle merci”.

(nella foto Denis Durisotto)

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