CarniaPrimo piano

FVG e Slovenia assieme per ridurre i rischi nella gestione dei bacini idrografici dei torrenti

Stabilire metodologie condivise e transnazionali per monitorare lo stato e la funzionalità delle opere di controllo dei torrenti e valutare l’efficacia a lungo termine delle strutture, dando priorità agli interventi di manutenzione e migliorando le strategie di gestione dei bacini idrografici.

A questo mira il progetto Torrent “Pratiche comuni per la riduzione del rischio nella gestione dei bacini idrografici dei torrenti”,  cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Interreg Italia-Slovenia, che vede come partner il Servizio Sistemazioni idraulico forestali, irrigazione e bonifica della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali ed ittiche della Regione, assieme all’Università degli Studi di Udine, Centro di sviluppo regionale di Capodistria e Università di Lubiana.

I risultati del progetto, avviato nell’aprile del 2024 e realizzato con un budget di 173.320 euro, verranno presentati giovedì 28 maggio alle 10 nella sala convegni della Comunità di montagna della Carnia a Tolmezzo.

L’iniziativa, a cui hanno preso parte anche partner associati quali la Protezione civile regionale, la Comunità di Montagna della Carnia; il Ministero delle Risorse Naturali e della Pianificazione Territoriale, la Direzione Generale per le Acque della Repubblica di Slovenia, nasce da un concetto semplice: a causa della crescente frequenza di eventi meteorologici estremi, soprattutto nell’attuale scenario di cambiamento climatico, una pianificazione accurata ed efficace delle opere di regimazione dei torrenti rappresenta lo strumento essenziale per prevenire il rischio geo-idrologico. Questo tipo di rischio non conosce confini amministrativi, per cui l’adozione di strategie comuni e di strumenti efficaci e di rapido utilizzo per migliorare la gestione dei bacini idrografici e proteggere infrastrutture, beni e vite umane diventa essenziale in territori vulnerabili come l’Italia e la Slovenia.

Inoltre, la moderna pianificazione degli interventi richiede di lavorare a scala di bacino anche in contesti transfrontalieri. Pertanto, la cooperazione tra autorità pubbliche, agenzie settoriali e organizzazioni di ricerca è l’unico modo per condividere prospettive e conoscenze diverse, consentendo lo sviluppo di soluzioni congiunte basate su una visione più ampia delle sfide comuni. Durante l’evento finale verrà sottoscritto un memorandum con lo scopo di incoraggiare lo scambio e la condivisione di sapere e risultati scientifici.

(nella foto il rio Orteglas a Paularo: suggestiva briglia su calcari e calcari marnosi della formazione del Werfen, realizzazione 1928)