Conegliano premia la Comunità di Gemona e Giuseppe Zamberletti

Individuare e far conoscere alla collettività le storie di quelle persone che, intervenendo sia sui disagi locali che su problematiche a più ampio raggio, mostrano valori importanti quali la voglia di aiutare e collaborare con gli altri: è questo il compito che l’Associazione Dama Castellana si assume con il Premio Civilitas – Civiltà nella Comunità, giunto ormai alla sua XXII edizione.
 
Domenica 6 novembre, giorno di San Leonardo, Patrono di Conegliano, saranno ben 14 le personalità locali premiate durante la Cerimonia, che si terrà a partire dalle ore 16.00 presso il Teatro Accademia, proprio nel cuore della Città del Cima.
 
Ai premiati locali, divisi nelle categorie Menzioni alla Memoria, Civiltà Nella Comunità e Giovani Emergenti, costituenti esempi di dedizione al prossimo, di impegno per il bene di tutta la comunità e di zamberlettivalorizzazione delle proprie radici storiche e culturali, si aggiungeranno i riconoscimenti della sezione Nazionale/Internazionale (categoria entrata nel format del premio nel lontano 1997) e del Premio Civilitas Paesaggio, Ambiente ed Architettura, novità dell’edizione 2016.
 
Il Premio della sezione Nazionale/Internazionale è stato assegnato all’Onorevole Giuseppe Zamberletti, fondatore della Protezione Civile Nazionale, che sarà presente alla Cerimonia di Premiazione.
 
A ricevere invece il riconoscimento del nuovo Premio “Paesaggio, Ambiente ed Architettura”, dedicato all’impegno di chi ha saputo valorizzare il proprio territorio – quest’ultimo inteso nella sua più ampia accezione – e rigenerare anche umanamente la propria esemplare realtà di contesto locale, è la Comunità di Gemona del Friuli (UD), in occasione dell’opera di ricostruzione del paesaggio urbano e del tessuto socio-economico dopo il terremoto del 1976.
LE MOTIVAZIONI

É capitato di leggere, nel centro storico di Gemona, un manifesto scritto semplicemente a mano con un pennarello nero che così si presenta: “1976-2016 – La terra simbolo di solidità, può muoversi sotto i nostri piedi come una sottile pellicola su un liquido (C. Darwin)”.

duomo gemona friuliQuesta affermazione, specie se rappresentata e raffrontata con la forza e il senso della rinascita dopo le distruzioni provocate dal sisma del 1976, danno l’idea del vissuto, del vivere di oggi e dello spessore della Comunità, soprattutto se ferita da eventi devastanti come un terremoto. Un pugno allo stomaco. Dritto, potente, impietoso. I gemonesi lo hanno rivissuto non solo ricordando il trascorso e scorrendo le immagini del tempo, ma lo hanno rivissuto guardando le sequenze della distruzione umana e materiale portata dal sisma del centro Italia alle prime ore del 24 agosto di quest’anno.

I 40 anni trascorsi e la forza della rinascita, cominciando dall’economia e dalle aziende, che si è sviluppata in questi decenni di ricostruzione e che ha portato alla rigenerazione umana di una Comunità e di una rigenerazione urbana del paesaggio della città “come era e dove era”, rappresentano una elevata ed esemplare testimonianza per tutte le comunità che hanno a cuore le proprie tradizioni, il territorio e il paesaggio che lo riassume nelle sue connotazioni storiche, architettoniche, sociali e culturali. Tutto fu sospeso nel 1976 per dare priorità, nonostante le case distrutte e il pianto per chi non c’era più, alla rinascita attraverso la ricostruzione, mobilitando il grande e generoso mondo del volontariato, dell’economia e della cultura, tanto da imprimere nelle istituzioni obiettivi di sviluppo e di rinnovamento non solo per recuperare ciò che forma la materialità quotidiana, ma anche la pervicace conservazione dei filoni originali delle tradizioni e della storia del Friuli. Tutto ciò è ancora attuale e su questo la comunità di Gemona e il popolo friulano fanno leva per difendere il bene comune, inteso nella sua più ampia accezione, un bene creato nel momento in cui tutto sembrava perduto.

Questa propensione a valorizzare e mantenere vivo il ricordo della rinascita, della ricostruzione, della coesione e della solidarietà è attuale. Il valore della Comunità di Gemona risiede anche nel “non dimenticare”. Può essere – questo – un valore sostenuto anche da normali iniziative. Come quella di un recente graffito che un’associazione di Gemona, che promuove graffiti-writing e street art, ha realizzato su 120 mq di parete di una casa; oppure importanti mostre inaugurate da poco che raccontano il riscatto di un popolo positivamente caparbio, che ha saputo combattere attraverso il lavoro, il sacrificio e la non comune determinazione, una forza che aveva paralizzato un intero territorio.

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