Cacitti lascia Forza Italia in polemica per la candidatura di Tondo a presidente della Regione

Non era passato nemmeno un giorno dall’ufficializzazione della candidatura di Renzo Tondo a presidente della Regione FVG che sono partite le prese di posizione e le prime dimissioni dal partito di Forza Italia.

A seguito di tale nomina ha infatti annunciato le proprie dimissioni l’ex consigliere regionale di Forza Italia Luigi Cacitti, militante da 23 anni nel partito di Berlusconi, che ha dato vita a Forza Italia nel comune di Tolmezzo, dove lo stesso partito ha poi governato per 15 anni e che ora seguiva per conto del partito l’Alto Friuli.

“Il partito a cui ho aderito 23 anni fa – dice Cacitti, a lungo molto vicino a Tondo – con questa mossa di candidare Tondo a governatore della Regione per conto di Forza Italia ha fatto traboccare il bicchiere già pieno a dismisura e tutto ciò a discapito di potenziali candidati parimenti validi, uno su tutti Riccardo Riccardi. Il paradosso è che il tutto viene fatto e deciso a Roma vendendo la figura di Tondo come uomo di Forza Italia, cosa assolutamente non veritiera, basti pensare che alle regionali del 2013 dopo la clamorosa sconfitta contro la Serracchiani, l’ex Governatore si è subito spostano nel gruppo misto abbandonando a tutti gli effetti il partito di Silvio Berlusconi che lo aveva candidato a Presidente, per poi confluire nel gruppo di Autonomia Responsabile, lista civica voluta fortemente da Tondo, e non per ultimo sotto lo scudo crociato dove alcune settimane fa si è candidato a Trieste per le Politiche”.

“Vanno inoltre ricordati a titolo di cronaca i vari passaggi da una corrente interna all’altra che si sono susseguiti con tempistiche pari alle fasi lunari, Passera, Fitto, Luppi – prosegue Cacitti -. Ognuno può fare le scelte che vuole ed infatti non è certo mio intendimento prendermela più di tanto con il neo candidato Tondo, ma non posso di certo soprassedere sull’atteggiamento assunto da chi in questo momento doveva seguire le trattative per Forza Italia. La mossa di lasciare in tribuna una persona come Riccardo Riccardi, unico in Regione a fare in questi anni dura e costruttiva opposizione alla sinistra su vari argomenti, Sanità, UTI, Infrastrutture, eccetera, e a garantire un presidio in questo territorio mentre altri si impegnavano unicamente a rafforzare la propria immagine personale per blindare una ricandidatura in regione, è una cosa inaudita”.

“In questi ultimi mesi abbiamo assistito a un graduale allontanamento di persone più o meno simpatiche ma che nel partito ci credevano e ora la stessa sorte è toccata purtroppo anche a Riccardi – dice ancora l’ormai ex forzista -. Il mio partito ha dimostrato di non capire che le cose stanno cambiando rapidamente e che certi atteggiamenti la gente comune a torto o a ragione non li digerisce più. La Casa delle Libertà per quanto riguarda Forza Italia sta diventando la Casa dei voltagabbana, degli incoerenti, dei furbetti e nonché degli opportunisti, mentre le persone che fanno della politica la propria passione, con coerenza e serietà vengono stivate in cantina”.

“La mia rinuncia al ruolo di responsabile dell’Alto Friuli non porterà probabilmente a nulla, dicono che morto un Papa se ne fa un altro e spero anche migliore – conclude Cacitti -. Ma qui il problema è molto diverso e molto più profondo, pertanto auspico per il bene di questo partito e per un suo rinnovamento che le dimissioni arrivino anche da chi nulla ha fatto perché questo accadesse”.

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