Aumenta il traffico sulla A4 Venezia-Trieste, sicurezza sempre più a rischio

Tra le cause degli incidenti mortali che continuano a verificarsi sulla A4 Venezia-Trieste, in particolare nella tratta San Donà di Piave-Portogruaro, c’è un dato forse sottovalutato: l’incessante aumento del traffico leggero e pesante, ormai oltre i livelli del 2019. Continuano a crescere, infatti, i flussi di auto e tir, a conferma di una ripresa economica accompagnata ad un forte incremento degli spostamenti di merci e di persone.

Le statistiche lo certificano: secondo l’ultimo studio della Fondazione Think Tank Nord Est, condotto sui dati di AISCAT (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori), nel corso del primo semestre 2022 le tratte autostradali in concessione ad Autovie Venete hanno registrato livelli record di traffico sia per le auto che per i mezzi pesanti. I 210 km di competenza di Autovie Venete comprendono soprattutto i 115,4 km della A4 Venezia-Trieste, ma includono anche la A28 Portogruaro-Conegliano (48,8 km), la A23 Palmanova-Udine (18,5 km), la A34 Villesse-Gorizia (17 km) e parte della Tangenziale di Mestre (10,5 km). 

Le percorrenze dei tir, a livello mensile, sono state superiori a quelle del 2019 già a partire da febbraio (66 milioni di km contro 62 milioni) e si sono mantenute su livelli più alti anche in tutti i mesi successivi, nonostante il caro carburanti e la guerra in Ucraina. L’aumento record si è registrato a marzo, con 76 milioni di km rispetto ai 69 milioni del 2019. In totale, nei primi 6 mesi dell’anno, il traffico pesante è cresciuto del 4,4% nei confronti del 2019.

Per quanto riguarda le auto, invece, il sorpasso si è registrato a partire dal mese di maggio, quando si sono percorsi 145 milioni di km contro i 139 milioni del 2019. Anche in giugno le percorrenze del 2022 si sono confermate superiori a quelle di tre anni prima. Complessivamente, nel primo semestre 2022 il dato cumulato dei veicoli leggeri è ancora inferiore a quello del 2019, ma la differenza è ormai ridotta (-4,9%).

Nel confronto con le altre autostrade del Nordest, la rete di Autovie Venete è quella più vicina ai livelli di traffico pre-pandemia. Le percorrenze complessive del primo semestre 2022, infatti, sono inferiori solamente dell’1,8% rispetto allo stesso periodo del 2019. Per quanto riguarda le altre tratte autostradali: nei primi 6 mesi del 2022, il traffico della Brescia-Padova è ancora inferiore del 2,5% al dato del 2019; per l’autostrada del Brennero siamo a -2,8%; la rete di C.A.V. registra un -3,2%.

Evidentemente, quindi, le disattenzioni e le imprudenze degli automobilisti si verificano in un contesto già molto critico a causa del forte aumento dei veicoli, peraltro costretti a percorrere un pericoloso “imbuto” laddove la A4 Venezia-Trieste si restringe da tre a due corsie.

“Oggi la A4 Venezia-Trieste è la vera emergenza infrastrutturale del Paese – denuncia Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est – e pertanto chiediamo al nuovo Governo e ai Parlamentari veneti di intervenire per concludere il prima possibile il passaggio della concessione alla newco e destinare le risorse necessarie al fine di accelerare i tempi di completamento della terza corsia. La Venezia-Trieste mette in comunicazione il nostro Paese con l’Europa centro-orientale: un’autostrada strategica per le imprese di tutto il Nord Italia e l’economia turistica dell’Alto Adriatico. Pensare di completare l’opera nel 2027 vorrebbe dire prolungare l’emergenza sicurezza e mettere a repentaglio gli scambi commerciali: un rischio che non si può correre. Invitiamo il neo Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, a recarsi nella Venezia Orientale per osservare i pericoli e i disagi quotidiani con cui convivono le persone e le imprese”.