Al premio “Fare Paesaggio” doppia menzione per l’Ecomuseo delle Acque del Gemonese

L’Osservatorio del Paesaggio della Provincia Autonoma di Trento ha istituito il Premio “Giulio Andreolli Fare Paesaggio” per sostenere la salvaguardia e la gestione del paesaggio alpino, come indicato dalla Convenzione Europea del Paesaggio. Il Premio, a cadenza triennale, consiste in una Selezione di opere, progetti e iniziative realizzati nel territorio definito dalla Convenzione delle Alpi, che sappiano esprimere obiettivi di elevata qualità paesaggistica e sostenibilità ambientale, quali strumenti di programmazione, iniziative gestionali, interventi di architettura del paesaggio e azioni culturali.

La Selezione, aperta al contesto alpino europeo, è finalizzata a valorizzare esperienze che si siano distinte per i caratteri innovativi e l’efficacia durevole delle azioni proposte, per la qualità tecnico scientifica ed estetica e per il propositivo ruolo degli enti promotori e della committenza.

Latte Nostro di Michele Trentini

Nell’ambito della seconda edizione del Premio – sezione tematica cultura, educazione e partecipazione – l’Ecomuseo delle Acque del Gemonese ha ottenuto la menzione di qualità per il progetto “Un futuro per i roccoli di Montenars”. La soddisfazione è doppia, perché il regista Michele Trentini è stato segnalato con la menzione speciale per il progetto “Paesaggio alpino e uomo: un nuovo sguardo cinematografico”, costituito da una serie di otto documentari di cui fa parte “Latte Nostro”, film sui caseifici turnari di Campolessi di Gemona e Peio coprodotto dall’Ecomuseo. La cerimonia di premiazione si è svolta online il 12 novembre.

Le motivazioni della giuria: «Il progetto “Un futuro per i roccoli di Montenars” mette in campo efficacemente azioni di studio e documentazione su un patrimonio paesaggistico di grande interesse, gestite nel contesto di forme attive di coinvolgimento della comunità locale che così si è riappropriata di un bene comune. Alla già meritevole iniziativa volta allo studio e alla documentazione dei roccoli, si è affiancata la gestione di un percorso partecipato di condivisione sociale dal quale sono uscite proposte e strategie per la gestione futura di questi luoghi così preziosi».

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