Aggressione a capotreno e macchinista, i sindacati: «Personale sempre più solo»

Si allunga la lista delle aggressioni che hanno visto coinvolti nella nostra regione i dipendenti del trasporto pubblico locale. Questa volta è toccato a due agenti di Trenitalia. Ieri sera infatti, a seguito di futili motivi, il capotreno che scortava il regionale Trieste-Villa Opicina è stato aggredito, strattonato violentemente e graffiato da un viaggiatore nella stazione di confine. Ad avere la peggio è stato il macchinista, malmenato, tanto da richiedere punti di sutura, intervenuto in soccorso al collega. Entrambi si sono poi recati in ospedale per le cure necessarie.
E’ ormai fondato il timore che questi comportamenti, che coinvolgono trasversalmente fasce sociali e culturali ampie, vadano ad aumentare di frequenza e gravità.
“Come organizzazioni sindacali abbiamo più volte sottolineato la gravità di questi incresciosi accadimenti, segno di un profondo e diffuso disagio sociale, e ribadito l’urgenza di trovare soluzioni concrete nel breve tempo, affinché episodi come questo non si verifichino in futuro – si legge in una nota unitaria dei sindacati –. Siamo ancora più amareggiati che questo episodio avvenga a valle della manifestazione di venerdì, svoltasi a Trieste in Piazza Unità, durante la quale auspicavamo un colloquio con la Regione, che invece non è mai avvenuto.
Riteniamo sia necessario un incontro urgente con Prefettura, Assessorato ai trasporti e Azienda per porre fine a questa preoccupante escalation di violenze che troppo di frequente colpiscono chi lavora. La sicurezza dei lavoratori è un diritto che va difeso e garantito.
Esprimiamo la nostra vicinanza e auguriamo ai colleghi una pronta guarigione”, conclude la nota.